Care lettrici,
cari lettori,
apriamo questo numero di Voce alessandrina con l’intervista al nuovo Amministratore apostolico della nostra Diocesi monsignor Luigi Testore, Vescovo di Acqui. La sua disponibilità e la sua cordialità mi hanno consentito di fargli alcune domande: certo, non tutte quelle che avevo in mente. Avremo tempo insieme di conoscerlo e di capire bene quali sono le sue esperienze di fede, come la pensa sulla nostra città e sulla nostra Diocesi e che intenzioni ha rispetto a ciò che gli è stato affidato dal dicastero per i vescovi e dal Papa. Quella che leggerete è un’intervista molto interessante, vale la pena dedicarle un po’ di tempo.
Nel Paginone, invece, proseguiamo con la nostra piccola inchiesta sul tema delle leggi sul suicidio assistito. In questa terza puntata siamo andati a vedere, nelle regioni italiane, a che punto è il tema del cosiddetto fine vita: una questione che tocca non soltanto i nostri codici di comportamento, ma anche e forse soprattutto il nostro modo di vedere le cose, avvicinarci alla realtà, e capire come la fede, che a volte viviamo in maniera distratta, può influire nella scelta delle cose che facciamo tutti i giorni. Non bisogna condannare nessuno a priori e non è nemmeno giusto pensare che noi abbiamo sempre e soltanto ragione, mentre gli altri no: un dialogo in queste cose è sempre, sempre necessario. Certo è che sulle questioni che riguardano la vita e la morte è molto difficile venire incontro a qualcuno quando ha un’opinione della vita molto diversa dalla nostra: un concetto della esistenza che, ai nostri occhi, risulta assai lontano da quello che possiamo avere noi e da ciò che la Chiesa ha espresso da sempre. Ultimamente anche Papa Leone è stato molto netto sul fine vita e quindi per noi non dovrebbe esserci alcun dubbio.
La domanda che però ci dovremmo porre tutti quanti è: combattere soltanto a livello politico, senza coinvolgere direttamente la nostra vita, la nostra quotidianità, è sufficiente? Basta ricordare solamente alcuni principi della nostra fede? O forse dovremmo chiederci perché questi principi sono rimasti sulla carta e non hanno influenzato non solo la nostra esistenza (sappiamo che qualche volta è così) ma anche quella degli altri? A partire, mi spiace dirlo, anche dai nostri ambiti familiari nei quali non so se c’è una sorta di unanimità su questi temi. Prima di combattere la nostra battaglia o la nostra crociata, cerchiamo di capire in che mondo siamo e perché la nostra epoca è fatta in questo modo.
Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
