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Vi farò pescatori di uomini – il commento al Vangelo

E subito lasciarono le reti e lo seguirono

Dal Vangelo secondo Marco

Commento al Vangelo di Domenica 21 gennaio 2018
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Quante volte i discorsi degli uomini contengono la parola “tempo”? “Non c’è tempo per…, c’è poco tempo…, il tempo è denaro…, dammi del tempo…”.

Il tempo è una componente fondamentale della vita dell’uomo e della donna. La sensazione dello scorrere del tempo è tipicamente umana. Krónos: il tempo inteso come misurabile, il tempo cronologico, il tempo dell’orologio. Per capire: quando si chiede che ora è si utilizza il tempo in questo senso.

Kairos: il tempo che indica la qualità del tempo, il tempo opportuno. Per capire: quando un agricoltore dice “è tempo di seminare” non pensa all’ora dell’orologio, ma a un tempo opportuno per seminare.

Aion: il tempo dell’eternità, i “secoli dei secoli”, l’intera durata della vita.

Il cristianesimo è per coloro che rispondono a una chiamata

Il filo conduttore che lega e dà unità tematica alle tre pagine della Sacra Scrittura di questa domenica è il tema del tempo. Giona predicava: “Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta”. L’Apostolo Paolo esordisce dicendo: “il tempo ormai si è fatto breve…”. Gesù inizia la sua predicazione dicendo: “Il tempo è compiuto, convertitevi e credete al Vangelo”. Quattro sono i temi dell’annuncio cristiano, i primi due riguardano l’intervento di Dio e i secondi l’azione dell’uomo.

L’intervento di Dio. Il tempo è compiuto: ora è il tempo opportuno, nel quale la storia di Dio con gli uomini ha giunto la sua pienezza in Gesù Cristo.

 Il regno di Dio è vicino: ora è il tempo del già e non ancora. Il regno di Dio è presente in mezzo all’umanità, poiché Gesù è in mezzo all’umanità, ma la pienezza dell’incontro con lui avverrà alla fine dei tempi.

L’azione dell’uomo. Convertitevi: per accogliere il vangelo occorre “cambiare direzione”, “orientare la vita a Cristo”. Occorre cambiare mentalità e fare diverse scelte valoriali. Credete al vangelo: la fede è adesione totale a Gesù, aderire al vangelo è aderire a Gesù. Il cristianesimo non è per i buoni, ma per coloro che si rispondono ad una chiamata, cioè per coloro che fanno della propria vita una vocazione.

La chiamata dei primi discepoli è esemplare. Non basta essere buoni per seguire Gesù, ma bisogna essere decisi a fare del proprio tempo una testimonianza continua di un incontro con Gesù che ha cambiato la vita. Il cristiano non può tirarsi indietro, deve lasciare tutto quello che lo limita nell’annuncio e proclamare Gesù e allora la sua vita sarà una “vita buona”. Una sequela che non è così è solo tempo perso!

don Giuseppe Di Luca

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