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Il primo caso di biotestamento: Patrizia ha deciso di staccare la spina

Era affetta da Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica, una malattia neurodegenerativa che affligge l’apparato muscolare, arrivando a interessare anche i muscoli respiratori. Patrizia Cocco, 49 anni di Nuoro, grazie alla legge approvata a dicembre del biotestamento ha scelto di morire. Le è bastato rinunciare alla ventilazione meccanica, ed è spirata. È la prima volta in Italia dopo l’entrata in vigore della legge sul fine vita. Per quattro volte Patrizia, che era malata dal 2012, ha ribadito il suo “Sì” ai medici che hanno accettato la sua decisione in base alle nuove norme e hanno “staccato la macchina”. «Mia cugina ha confermato più volte a una psicologa la sua volontà di interrompere le cure, davanti alla impossibilità di migliorare o guarire. E i dottori dell’ospedale San Francesco di Nuoro sono stati molto chiari: aspettiamo l’entrata in vigore della legge» racconta Sebastian Cocco, cugino e legale che ha aiutato Patrizia a porre fine alle terapie. Come riporta il quotidiano L’Unione Sarda, la ragazza ha stretto la mano della madre prima di chiudere gli occhi dopo cinque anni di lotta contro la Sclerosi laterale amiotrofica. La malattia le aveva tolto la possibilità, oltre agli altri disturbi muscolari, di respirare da sola. La procedura è stata avviata a mezzogiorno. Accanto alla donna, oltre ai testimoni previsti dalla legge, c’erano uno psicologo e due medici. Dopo i suoi quattro “sì”, Patrizia è stata sedata e poi “estubata”. Domenica si sono svolti i funerali, nella chiesa di san Domenico Savio nella sua città.

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