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Don Carlo Torriani: a 60 anni dalla morte

Ripercorriamo la vita di Carlo Torriani attraverso i suoi tre “pilastri”: sacerdozio, politica e giornalismo

  • 1889 – La nascita
  • 1901 – Ad Alba
  • 1911 – la Laurea
  • 1914 – La Gioventù Cattolica
  • 1918 – Nasce il Partito Popolare
  • 1919 – Direttore de “La Libertà”
  • 1921 – I Segretariati
  • 1924 – Il Fascismo
  • 1934 – In seminario
  • 1937 – Sacerdote alla Michel
  • 1942 – La Resistenza
  • 1945 – Con l’Ac
  • 1946 – Acli, Cif e direttore di Voce
  • 1954 – Gli ultimi anni
  • 1958 – La morte
| Il 23 febbraio nasce a Susa (TO) dai genitori Pietro Torriani, impiegato regio, e Lucia Cavalleri.
| Il padre si trasferisce ad Alba per motivi di lavoro e porta con sè la famiglia. Carlo frequenta le elementari, il ginnasio e il Liceo. Trascorre le vacanze a Castelceriolo (AL), luogo di nascita del padre.
| Si laurea in Legge. A Torino, assume l’incarico di redattore del giornale cattolico “Il Momento”. Ad Alessandria viene nominato Presidente della Federazione Diocesana di Azione Cattolica.
|Viene chiamato alla Presidenza regionale della Gioventù Cattolica. Durante la prima guerra mondiale, organizza i giovani rimasti nelle città e nei paesi. Insieme a loro comincia a pensare ai primi sindacati bianchi.
| Fondando i gruppi dei Ferrovieri, dei metalmeccanici e dei Bancari crea l’Unione del Lavoro. A dicembre, insieme ad altri esponenti del cattolicesimo italiano, don Sturzo lo chiama
a Roma per fondare il Partito Popolare.
|È segretario provinciale del Ppi ad Alessandria. Si dimette, per divergenza di vedute, dal giornale “Il Momento” e viene chiamato da Mons. Signori, Vescovo di Alessandria, alla direzione de “La Libertà”.
| Proseguendo l’attività politica e giornalistica, fonda i Segretariati del Popolo di ispirazione vincenziana.
| In seguito all’aggressione da parte degli squadristi è costretto a lasciare l’attività politica.
| Due anni dopo la morte della madre Lucia, entra in Seminario. Proseguirà gli studi fino al 1937.
| Il 22 maggio celebra la sua prima Messa. È cappellano del Piccolo Ricovero della Divina Provvidenza di Madre Michel.
| Partecipa alla Resistenza e assume il ruolo di cassiere delle formazioni partigiane bianche.
| Al termine del conflitto, Viene nominato da mons. Gagnor delegato diocesano di Azione Cattolica.
|È assistente provinciale di Acli e Cif, presidente del Consiglio particolare della S. Vincenzo, docente di storia in Seminario e direttore del giornale diocesano “La Voce Alessandrina”.
| Lascia, per motivi di salute, la guida di Azione Cattolica e S. Vincenzo. Rimane direttore della “Voce”.
| Il 17 aprile ritorna alla Casa del Padre in una stanzetta del Piccolo Ricovero della Divina Provvidenza.t

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