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Casello di Predosa sull’A26

Entro un anno l’iter autorizzativo

Il casello di Predosa sull’autostrada A26 fra Ovada e Alessandria Sud si farà, ma non nella sede sperata. Dopo tanti rinvii i sindaci si alleano per fare partire l’iter autorizzativo entro un anno, scegliendo la soluzione più agile ed economica, dalla localizzazione alla progettazione.

Si farà anche la strada provinciale Strevi-Predosa, che collegherà Acqui al nuovo casello, ma le due opere seguiranno procedure svincolate per accelerare i tempi. Il casello è fra le dieci priorità di sviluppo dei prossimi dieci anni nel basso Piemonte. Predosa dirà così addio alla localizzazione in località RossavinoSettevie fuori dal centro abitato, vicino al confine di Sezzadio, Castelspina, Castellazzo Bormida e Casal Cermelli. L’uscita autostradale sarà realizzata in prossimità della zona industriale di Predosa all’altezza della strada provinciale Ovada-Alessandria e della diramazione della A7 Predosa-Bettole.

«Rispetto alla collocazione originale rivalutata nel 2007, la nuova localizzazione nella zona industriale risulta più vicina alle strade che già ci sono, quindi si presenta ridimensionata e snella nella realizzazione. Stiamo facendo una politica di squadra e di territorio e non più di feudo» ha detto il sindaco di Predosa Maura Pastorino all’incontro a distanza “Casello di Predosa: opportunità per il rilancio turistico e industriale”, organizzato con Lorenzo Lucchini e Paolo Lantero, rispettivamente sindaci di Acqui Terme e di Ovada.

«Opere di questa portata, oltre ad incanalare in modo più ordinato e sicuro il traffico veicolare proveniente e diretto alle aree buffer retroportuali, possono intercettare nuovi investimenti, agevolare nuovi flussi turistici, migliorare il traffico veicolare e mitigare i picchi di traffico su gomma diretti al porto di Genova» hanno spiegato Nicola Bassi e Angelo Marinoni della Fondazione Slala, Sistema logistico del Nord Ovest d’Italia, incaricata del piano. Spiegano che le prospettive sono quelle di un ampio sviluppo logistico, con la previsione di raddoppiare il traffico portuale e dare vita a opere infrastrutturali sui territori. «È un disegno ampio e complicato, ma strategico» conclude Bassi.

Daniela Terragni

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