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Animare, appassionarsi abitare e accompagnare

Il Progetto Policoro in Vaticano dal Papa

Giovani, Vangelo e lavoro: questi i tre “pilastri” che da venticinque anni animano il Progetto Policoro. Avviato nel 1995 nell’omonima cittadina lucana dall’intuizione di don Mario Operti, il Progetto mette insieme Pastorale giovanile, Caritas e Pastorale sociale e del lavoro unite per accompagnare i giovani nel complesso, e spesso scoraggiante, mondo del lavoro. «Non esistono formule magiche per creare lavoro. Occorre investire nell’intelligenza e nel cuore delle persone» questa l’idea di monsignor Operti, allora direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro, per rispondere all’urgenza della disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno. E chi meglio dei giovani per stare “con” i giovani? Nasce così la figura dell’Animatore di Comunità, un giovane che in un percorso di tre anni si mette in gioco per innescare processi, attivare reti e dare risposte concrete ai giovani che, oggi più che mai, sono una delle categorie più colpite dalla crisi. Venticinque anni, da Sud a Nord con un appuntamento che è stato rimandato e ripensato a causa del Covid. E poi, eccolo: papa Francesco! Sabato 5 giugno una delegazione dei quasi 200 Animatori di Comunità italiani ha potuto incontrare il Santo Padre nella Sala Clementina. Tra loro anche Matteo Loro, alessandrino, al suo primo anno di mandato per il Progetto Policoro nella nostra Diocesi, avviato nel 2019. Gli abbiamo chiesto alcune impressioni su questo incontro particolare.

Matteo, come è stato incontrare Papa Francesco?

«L’incontro con il Papa è stato una grandissima emozione: non pensavo potesse essere così “grande”. Pensavo di incontrare una persona, ma ho incontrato una presenza umana e gentile che non mi aspettavo. Incontrare questo Papa tocca il cuore».

Cosa ti ha colpito?

«Il Santo Padre ha esordito con una battuta: non me lo aspettavo da un ottantaquattrenne. Nel suo discorso ha fatto leva su quattro verbi: animare, abitare, appassionarsi e accompagnare. Quello che sento più mio è “appassionarsi”: in questo nostro lavoro, in questo nostro servizio, dobbiamo aver ben chiaro dove mettiamo la nostra passione, che alimenta ciò che facciamo. Mi sono ritrovato a riflettere molto sul “perché” faccio, perché “sono” educatore. Non è un mero lavoro».

Questo incontro ti ha aiutato nel tuo percorso come Animatore di Comunità?

«Certo! Come Animatore di Comunità è stato utile avere chiaro il “perché”: se lo fai solo “per lavoro” la tua azione dura poco, ti mancano le forze. Se lo fai perché hai fede, perché ti senti pietra viva della Chiesa, perché senti una passione che ti brucia dentro, allora, è lì che attingi le forze. E questo incontro ha alimentato quella passione, quel sentirsi Chiesa che a volte si assopisce».

Cosa ti porti a casa da questo incontro?

«Mi porto a casa dei nuovi amici, i volti e i sorrisi degli altri “policorini”. E soprattutto un incontro che ti lascia di stucco: Francesco è proprio una persona genuina, limpida, cristallina. E la sua grande fede traspare nei suoi gesti, anche in quelli impercettibili».

Quali sono i prossimi passi nella nostra Diocesi?

«Ad Alessandria, come Progetto Policoro, stiamo avviando l’iniziativa di “serviLO” che vuole accompagnare un gruppo di ragazzi al mondo del lavoro, attraverso un nuovo servizio con la Caritas diocesana, e a una serie di incontri formativi per prendere coscienza delle competenze relazionali (le cossidette soft skill, ndr) che il servizio accresce. Inoltre stiamo lavorando per aprire, all’interno del complesso del Collegio Santa Chiara, il “centro servizi” che sarà “casa” del Progetto Policoro. Lì potremo accogliere i giovani che incontriamo, in un contesto pensato apposta per loro, accogliente e in cui possano sentirsi liberi. Infine, vorremmo anche accompagnare l’impresa sociale Salve a divenire “Gesto concreto” (realtà imprenditoriali, spesso accompagnate dalle diocesi fin dalla loro origine, che creano lavoro dignitoso, feconde per il territorio ndr) del Progetto Policoro».

Cosa hai da dire a chi ci legge?

«Appassionatevi! Mettete passione in quello a cui vi sentite chiamati, e… fatelo vostro!».

Giorgio Ferrazzi

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