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Alla scoperta di “Scatola Sonora”

Risonanze

Metti un titolo d’opera tra i più amati (“L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti), metti un luogo all’aperto nel cuore di Alessandria di indubbio fascino architettonico oltre che di resa acustica (il Cortile di Palazzo Cuttica), metti infine una storia di qualità che perdura da 24 edizioni (la “Scatola Sonora”, ossia il Festival internazionale di opera e teatro musicale di piccole dimensioni promosso dal Conservatorio di Musica “Antonio Vivaldi”), mescola bene (l’elisir) per un amalgama efficace di tutti gli “ingredienti”, aggiungi il coinvolgimento vocale, corale e strumentale di giovani studenti talentuosi del Conservatorio, guidati da un Presidente (Renato Balduzzi), un Direttore (Giovanni Gioanola) e un intero Corpo Docenti di indubbia dedizione, competenza musicale e sensibilità didattica, unisci infine il gesto sicuro e ispirato di un Maestro concertatore e Direttore d’orchestra quale Giovanni Battista Bergamo, la duttilità nel valorizzare il coinvolgimento dei singoli nella dimensione d’insieme di un Direttore del Coro quale Sabino Manzo nonché – e non potrebbe non essere citata per ultima – la assoluta genialità e maestria di un Regista di prestigio quale Luca Valentino… e avrai colto il segreto di una performance artistica di cui Alessandria può assolutamente andare orgogliosa. Il riferimento – al di là della giocosa metafora culinaria… – è alle due serate (esattamente il 9 e 10 giugno scorso) in cui è andato in scena “L’elisir d’amore” di Donizetti facendo registrare, pur con il permanere dei condizionamenti anti-pandemici, un’affluenza di pubblico e di autorità locali che bene ha messo in mostra come, anche quest’anno, la “Scatola Sonora” abbia centrato pienamente i propri obiettivi.

Non è solo doveroso dunque esprimere un convinto plauso per la qualità della prova dal punto di vista artistico e per l’efficacia dell’allestimento – un originale “Campus Vivaldi” di respiro internazionale quanto contemporaneo – in cui si è avuto modo di apprezzare il talento degli interpreti principali: Xu Zhe (Nemorino), Kim Sang Eun e Sumireko Inui (Adina), Roberto Romeo (Belcore), Andrea Goglio e Alessio Verna (Dulcamara), Chiara Sorce e Anna Scolaro (Giannetta) insieme al Coro da camera e all’Ensemble orchestrale del Vivaldi.

Tra gli obiettivi e le peculiarità di questo Festival va infatti sottolineato anche l’essere da sempre non solo momento artistico a tutto tondo, ma anche esperienza didattica sotto ogni aspetto: prova ne è che alcuni dei protagonisti hanno sostenuto il proprio esame finale (laurea magistrale) nel mentre si cimentavano cantando l’opera di fronte al pubblico alessandrino oltre che alla commissione esaminatrice. La forza di questo Festival, tra l’altro, sta anche nella sua capacità di portare ciò che da ventiquattro anni promuove il Vivaldi oltre gli stessi propri normali confini locali.

Anche quest’anno (il prossimo 19 giugno), infatti, in collaborazione con l’Associazione per Mito Ets, il Vivaldi va in trasferta. “L’elisir d’amore” viene proposto a Milano, ma non in un teatro, bensì (ad ingresso gratuito, su prenotazione) in un cortile delle Case popolari di via Saint Bon: una scelta affascinante quanto convincente in cui eccellenza artistica e sensibilità civica si uniscono per segnare un ulteriore episodio della storia virtuosa della più importante Istituzione pubblica musicale di Alessandria.

Guido Astori

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