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Educazione affettiva e sessuale nelle scuole

Servizio per la pastorale scolastica

A settembre si riaprono i cancelli delle scuole di ogni ordine e grado, ma i professori di religione si sono già seduti sui banchi a fare formazione ben prima dell’arrivo dei loro alunni. Due sono stati gli appuntamenti organizzati dal Servizio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della Religione Cattolica della nostra Diocesi «e ne abbiamo in programma un terzo, che vorrei intitolare “Amare: chi, quando e come”. Il relatore mi piacerebbe che fosse il nostro Vescovo, per continuare una tradizione che va già avanti da qualche anno» ci racconta il professor Angelo Teruzzi (nella foto qui sotto), direttore della pastorale scolastica.

Questi incontri di approfondimento per docenti sono stati pensati per ragionare insieme su come trattare i problemi di educazione affettiva e sessuale nella scuola?

«Questo era esattamente il titolo del primo incontro, dove la relatrice avrebbe dovuto essere Nicoletta Chiarella, insegnante di religione in un istituto tecnico, nonché docente all’Istituto superiore di Scienze Religiose di Genova. Purtroppo ha avuto un problema di salute, ma contiamo di riaggiornare l’invito quanto prima. In questo primo appuntamento abbiamo quindi presentato i Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, quello che un tempo si chiamava “Alternanza scuola – lavoro”, ndr) che interessano tutte le scuole. L’anno scorso abbiamo proposto ai ragazzi un lavoro su Van Gogh, mentre quest’anno ci concentreremo su un progetto che li vede protagonisti nell’organizzare incontri con personalità significative del mondo della cultura, del lavoro, dello sport. Gli studenti saranno supportati nel contattare i possibili intervistati, preparare le domande e registrare l’intervista all’ospite. Il materiale così prodotto servirà a essere riproposto nelle scuole: anche i genitori potranno visionarlo».

E per il secondo incontro avete contattato Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta…

«La dottoressa Migliarese, autrice anche di molti libri, ha incentrato il suo intervento sul valore della differenza nel percorso educativo dei bambini. Durante la lezione di approfondimento, ha cercato di rispondere a queste tre domande, che fino a qualche anno fa erano scontate, ma oggi non lo sono più: “La differenza sessuale esiste davvero? E se esiste, in cosa consiste essenzialmente? Se riusciamo a dire che esiste e a definire in cosa consiste le diamo un valore: che indicazione ne possiamo trarre per l’educazione di bambini e ragazzi?”. Certamente non è possibile restare “neutri”, come vorrebbe una certa impostazione culturale oggi molto di moda. Il suo contributo è stato fondamentale anche per capire il punto di vista dei bambini, che nel dibattito sul tema del gender non viene mai preso in considerazione. Da neuropsichiatra, ha spiegato cosa succede nella mente del bambino che cresce e si interroga sulla sua sessualità. “I bambini nella loro semplicità – ha affermato in una sua conclusione – scoprono che il mondo è diviso in due sessi e che questo serve per fare i bambini; sanno di venire da una coppia che li ha generati e che la differenza è pensata proprio per generare altri bambini. Pensare di negare questa evidenza vuol dire creare una pericolosa confusione”».

Zelia Pastore

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