Grazie, Santo Padre!

I ragazzi del Collegio “Santa Chiara” hanno incontrato il Papa

All’udienza generale di papa Francesco, mercoledì 22 novembre, erano presenti anche i ragazzi del Collegio universitario “Santa Chiara” di Alessandria, accompagnati dal Vescovo monsignor Guido Gallese. «Questa proposta nasce in verità da un’idea dei giovani. Con l’équipe formativa abbiamo lavorato e ci è sembrata subito una bella occasione per stare insieme e incontrare il Santo Padre. Una persona che tocca il cuore di tutti, credenti e non. Dopo l’udienza di mercoledì, mi sento di dire che è proprio così: il successore di Pietro tocca i cuori» ci racconta Carlotta Testa, direttrice del Collegio. Insieme con lei e con il Vescovo, hanno partecipato anche alcuni membri dell’équipe, il cappellano del Collegio don Andrea Alessio e una delegazione di 12 studenti universitari che vivono al “Santa Chiara”. «Siamo partiti martedì 21, nel pomeriggio, in treno, e siamo arrivati in serata a Roma. Dopo aver riposato poche ore, la mattina del 22 ci siamo messi subito in fila per l’ingresso in piazza San Pietro. Abbiamo avuto la fortuna di ottenere i pass per tutto il gruppo sul sagrato, proprio accanto al Papa. E due universitari hanno potuto incontrare personalmente il Santo Padre, a cui hanno stretto la mano, consegnando due piccoli doni: il “Pane di Santa Chiara”, confezionato in occasione dei 200 anni di fondazione del “Santa Chiara” a Collegio vescovile, e il “Panettone del Collegio” che abbiamo realizzato per il periodo natalizio, sempre grazie alla collaborazione di “Bakery dal Mauro”, e sono già in vendita. Parte del ricavato andrà in beneficenza per l’acquisto di un defibrillatore elettronico per la sicurezza di tutte le persone che vivono e gravitano intorno al nostro Collegio».

A stringere la mano a papa Francesco sono stati Anna Coti Tundo, 23 anni, di Pavia, al terzo anno di Informatica; e Riccardo Pastorino, 24 anni di Parodi Ligure (AL), che studia Scienze Biologiche. Entrambi vivono in Collegio da tre anni.

Riccardo, ti sei lavato la mano che ha stretto quella del Papa?

R: «Lo ammetto: non l’ho lavata per un po’ (sorride)».

Anna, tu perché hai deciso di andare a Roma?

A: «Mi sembrava un’occasione bella per partecipare in gruppo, non è un’esperienza che si vive tutti i giorni. All’inizio non sapevamo di dover dare la mano al Papa. Ma quando la mattina stessa Carlotta ce lo ha comunicato, è stata una sorpresa. Sono una ragazza che si agita particolarmente, quindi vi lascio immaginare l’emozione. Quando è arrivato il Papa, il Vescovo ci ha introdotto e noi ci siamo presentati. Poi gli abbiamo consegnato il pane e il panettone e lui ci ha benedetto. È stato un momento caloroso, di pochi secondi, ma molto intenso. Il Papa è stato molto tenero, ci ha sorriso».

R: «Eravamo talmente emozionati che non ci ricordiamo proprio tutto… Questa è la prima volta che ho visto il Papa dal vivo, ed è stato un momento toccante. Mi sembrava felice di ricevere i nostri doni. È un uomo di speranza, durante questi giorni difficili, fatti anche di guerra. Nell’udienza ha ricordato pure che la Chiesa è per tutti».

Anna, che cosa ti ha colpito delle parole di Francesco?

A: «Ha detto che essere cristiani non vuol dire stare su un piano superiore. La fede si trasmette, non si impone. E da questa esperienza speriamo di poter trasmettere qualcosa anche agli altri».

E gli altri ragazzi che sono venuti con voi a Roma?

R: «Tanti ragazzi, pur non essendo credenti, ci tenevano tanto a vedere il Papa. Si arrampicavano sulle sedie per vedere e fare foto».

A Roma c’era anche Beatrice Taggiasco, 21 anni di Arma di Taggia (IM), che studia Scienze Biologiche: «Ho deciso di partecipare all’udienza del Santo Padre perché mi sembrava un’esperienza formativa e importante. Non capita tutti i giorni di partecipare a un evento del genere, questa era un’occasione da non perdere. Porterò con me, per tutta la vita, una emozione indescrivibile, soprattutto quando ho visto arrivare il Papa. È stata una fortuna poterlo vedere così da vicino».

Valeria Zanini, 26 anni di Torino, frequenta il secondo anno della Laurea magistrale in Biologia, indirizzo Biomedico e Biomolecolare: «Ho aderito a questa proposta perché mi è sembrata una grande occasione per potermi avvicinare alla più grande figura spirituale della nostra fede. Sicuramente da questi due giorni porto a casa un po’ di fatica, dovuta al lungo viaggio, ma anche l’aver condiviso questa esperienza con gli altri ragazzi del Collegio e aver visitato alcune bellezze artistiche della Città del Vaticano, che ci sono state illustrate con grande competenza e simpatia dal Vescovo di Alessandria. Che con noi è stato come un ragazzo tra i ragazzi. Il Papa mi ha trasmesso tanta gentilezza e bontà, ma anche fermezza e semplicità, con la sua capacità di donare una parola e un sorriso a chiunque».

Alessandro Venticinque

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