Dante in 60 secondi… sui social!: le “pillole” del professor Macrobio sulla Divina Commedia

Quattro passi per riflettere su Inferno, Purgatorio e Paradiso. E sul senso della vita

“Le parole non bastano mai. Dante in 60 secondi, un passo alla volta. Pillole di Commedia per chi ha fretta ma vuole capire”. Così Leonardo Macrobio, professore di religione, presenta i contenuti della sua pagina Facebook “Quattro passi con il prof” dove si trovano video di riflessione su spunti di attualità, indagati attraverso il pensiero di grandi geni del passato come Dante (ma non mancano altri giganti della letteratura come Pascoli o Leopardi). Video brevi ma molto profondi e di impatto, che possono essere ascoltati da tutti. Ci siamo fatti raccontare meglio di cosa si tratta dal loro stesso autore.

Professor Macrobio, si può presentare ai nostri lettori che ancora non la conoscono? 

«Sono insegnante di religione per professione, marito per vocazione e padre per grazia. Il nostro Vescovo Guido da qualche anno mi ha dato l’incarico della direzione dell’Ufficio Catechistico Diocesano».

“Dante in 60 secondi”: di cosa si tratta? Abbiamo visto dei brevi video su Facebook in cui lei a partire da Dante lancia uno spunto di riflessione ai suoi ascoltatori. Ci racconta come è nata l’idea e quante “puntate” ha fatto sino ad oggi?

«L’idea nasce da una constatazione: da dove parcheggio la macchina alle varie sedi del mio insegnamento passo circa quindici minuti camminando. In quel tragitto solitamente pensavo, pregavo e ripassavo mentalmente la lezione che avrei fatto a breve ai miei studenti: è stato abbastanza naturale passare dal ripetere ad alta voce ciò che volevo trasmettere ai miei studenti al registrare in video mentre cammino quello che dico. Dato che in molte classi leggo Dante, è stato abbastanza facile inventare questo format a tratti assurdo (sorride), in cui io mi registro mentre “pillole di Dante” prendono vita. Sono spunti di riflessione, pillole appunto: sono settecento anni che i critici scrivono fiumi di parole sulla Divina Commedia. Io non ho né le competenze né la pretesa di poter aggiungere qualcosa alla critica letteraria: quello che intendo fare in questi video è un paragone tra la mia vita, le mie domande, la mia posizione umana e quello che scrive Alighieri».

Perché ha deciso proprio di occuparsi di Dante con i suoi ragazzi? Cosa ha da dire Dante ai suoi studenti oggi?

«La mia passione per Dante nasce una quindicina d’anni fa davanti a una pizza a Voghera: ero reduce da una mattinata non propriamente esaltante a scuola e mi si parava davanti un pomeriggio carico di riunioni. Avevo trovato per puro caso un libro per accompagnare la mia pizza del pranzo di tale Franco Nembrini (sorride): la lettura di questo volume mi ha veramente acceso una lampadina, tanto che ho cominciato a leggere, ascoltare, guardare qualsiasi cosa avesse prodotto Nembrini. Poco dopo questa famigerata pizza ho cominciato a parlare ai miei studenti di quella particolarissima chiave di lettura che il professor Nembrini dava di Dante: in estrema sintesi, la Divina Commedia potrebbe esser vista come una lunga lettera scritta da un uomo vissuto circa 700 anni fa a me, affinché io possa vivere meglio la mia vita di oggi. Il Sommo Poeta ci racconta della sua traiettoria umana, che parte dalla “selva oscura”, cioè da tutti i problemi che attraversano la nostra esperienza: parte da lì, da questo bosco fitto di rovi, e arriva fino a vedere l’unica cosa che gli interessava, ovvero Beatrice. Tutto il Paradiso è uno stupendo viaggio in compagnia della donna amata, che per lui è stato il segno di una felicità possibile su questa terra. Questo per me è il punto fondamentale: perché credo che io, i miei studenti, chiunque, anche i lettori che stanno tenendo il giornale in mano in questo momento, tutti siamo segnati da questo profondo desiderio di compimento di felicità, di una vita che valga la pena davvero fino in fondo di essere vissuta. Dante descrive la sua traiettoria umana in una maniera così profonda, così vera, così precisa che è in grado di raccontare della mia vita cose che io non riuscirei a spiegare con questa chiarezza e lucidità».

A chi consiglia di ascoltare questi brevi video?

«A tutti, perché non necessitano di particolari pre-comprensioni. Dallo studente delle medie in su, questi video sono per chiunque abbia voglia di lasciarsi provocare, come tento di fare io, da una domanda, da un’affermazione, da un verso, da una frase di Dante che risuoni in qualche maniera nella mia vita. Parto dal presupposto che se risuona in qualche maniera nella mia vita, può darsi che risuoni in qualche maniera nella vita anche di qualcun altro. Questi video durano dai 60 ai 70 secondi, non portano via molto tempo e possono essere davvero ascoltati in ogni momento della giornata, appunto perché sono pensati come provocazione per suscitare una riflessione».

Ci sono dei progetti futuri legati a questa sua passione per Dante? 

«La frequentazione con Dante in questa ultima dozzina d’anni mi ha permesso di accumulare tantissimo materiale e di potermi permettere di fargli domande sull’attualità. Io non sono uno studioso di letteratura ma mi faccio guidare da due grandi maestri, Franco Nembrini e Anna Maria Chiavacci Leonardi. Il fatto di avere una dozzina di anni di materiali di esperienza alle spalle mi permette di mantenere un sito che si chiama blog.centodante.it dove settimanalmente pubblico commenti ai canti della Divina Commedia: commenti che partono da miei provocazioni, che riflettono quello che i miei studenti mi danno come feedback in classe. Tutto questo materiale sta confluendo in una pubblicazione che dopo l’estate dovrebbe vedere la luce, per cristallizzare questi primi 12 anni di frequentazione con Dante».

Zelia Pastore

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