Michi e Meo scoprono il mondo

Una soluzione alla “neosolitudine linguistica” dei bebè

 

«In un mondo iperconnesso come il nostro, il tempo dedicato agli scambi linguistici con i piccolissimi si riduce sempre di più. Questa neosolitudine dei bebè tocca tutte le classi sociali ma soprattutto, e direi in maniera drammatica, quelle socialmente e culturalmente più precarie. Questo deficit di interazione linguistica ha conseguenze sullo sviluppo psico-cognitivo dei bambini». 

A portare all’attenzione di genitori, nonni ed educatori questa condizione di svantaggio in cui vivono i bebè e nella nostra società, è Jeanne Ashbé, scrittrice e illustratrice di libri per bambini e lo fa dalle pagine della rivista edita dalla casa editrice Babalibri. Ma dopo aver lanciato questo allarme, è lei stessa a proporci una soluzione: «Grazie alle ricerche di psicolinguistica e neuroscienze che in questi ultimi anni si sono soffermate sulle condizioni favorevoli per uno sviluppo psico-verbale dei piccoli, oggi sappiamo che il processo di apprendimento linguistico si crea prima se viene stimolato dal piacere di un linguaggio condiviso frequentemente e gioiosamente». 

Se vogliamo quindi che i nostri piccoli crescano sereni e in grado di parlare correttamente, dobbiamo parlare con loro. Ma come condividere con i bebé uno scambio linguistico alla loro portata? Apparentemente potrebbe sembrare una cosa complicata, perché per un adulto costruire un terreno di dialogo comune con un piccolo non avviene sempre in maniera spontanea.

Una modalità possibile, semplice e divertente sia per i genitori che per i bambini è quella di farsi aiutare da un libro. Che, per essere realmente utile al nostro scopo, deve avere delle caratteristiche ben specifiche, come quelle dei volumetti della collana “Michi e Meo scoprono il mondo”, ideata e disegnata da Jeanne Ashbé. L’autrice stessa li descrive così: «Volumi accessibili, fatti di immagini vicino al vissuto quotidiano dei bambini, capaci di favorire uno scambio linguistico, ricco, vario e allegro!».

Oggi vi vogliamo presentare nello specifico il cofanetto dedicato alla pappa e al bagnetto, “Il bagno” e “La pappa”, editi da Babalibri: in questi due piccoli volumi cartonati, che i bambini potranno facilmente tenere in mano autonomamente, sono raccontate le avventure quotidiane del piccolo Michi e del suo pupazzo di pezza, un gatto di nome Meo.

Ogni pagina ha sulla sinistra il focus su un oggetto (come per esempio lo shampoo) mentre nella pagina di destra l’oggetto è inserito nella situazione quotidiana che vive il bambino (sempre in questo esempio, vediamo Michi nella vasca insieme al suo pupazzo che si diverte a vedere le bolle di sapone create dallo shampoo sulla sua testa). Nei libri il bambino si dedica ad attività semplici come spremere il dentifricio o infilzare il cibo con una forchetta con quell’allegria e quella concentrazione tipica dei piccoli, cosa che permetterà ai giovani lettori di riconoscersi in lui e nelle sue fatiche di apprendimento. 

Questa collana, pensata per bambini a partire dai 12 mesi, può essere proposta a piccini anche di pochi mesi, per il suo formato robusto e per la nitidezza dei disegni. Qualche accorgimento per leggerlo ai bebè: «Posizionate il libro molto vicino a loro in modo che possano vederlo bene, afferrarlo con le mani e toccare le pagine», spiega la pedagogista Simona Fico. «Sedetevi rasoterra o tenete il bambino in braccio, in modo da permettere al piccolo la miglior esperienza di lettura possibile per la sua età». 

Le avventure di Michi e Meo si prestano a essere lette sia in classe che a casa. Perché leggerle all’asilo nido? «Il fatto che questi libri abbiano sulla sinistra l’immagine e sulla destra l’oggetto della pagina di sinistra inserito in un contesto favorisce sicuramente l’apprendimento del bambino per quello che riguarda il riconoscimento dell’oggetto e la denominazione», ci spiega Francesca Archinto, direttrice editoriale della casa editrice Babalibri. «All’interno di un contesto di collettività, come un nido o una scuola dell’infanzia, questi volumetti possono essere utilizzati proprio con questa funzione di supporto, di conoscenza e apprendimento del mondo che circonda i piccoli. Con questi libri il processo di apprendimento del bambino, con il riconoscimento e la denominazione degli oggetti, si attiva con maggiore facilità perché l’oggetto viene inserito in un contesto di utilizzo».

Michi e Meo non contengono testi scritti, cosa che li rende accessibili a molte più persone: «In un contesto familiare, questi libri sono adattissimi a essere letti perché non hanno un testo: sono i cosiddetti “silent book”. Questo facilita la possibilità di raccontare piccole storie inerenti alla quotidianità del bambino, non solo attraverso la lingua del paese in cui sono stati pubblicati i libri. Per cui, nel nostro caso, se una mamma non è di lingua italiana può utilizzare quell’immagine lì proprio per raccontare queste piccole storie in cui è stato utilizzato quell’oggetto, richiamando anche esperienze vissute da lei e dal bambino stesso. Questo può avvenire principalmente grazie alle immagini, in accordo con le evidenze sperimentali secondo cui il bambino fino ai sei anni è un lettore iconico», ovvero “legge” attraverso le immagini.  

Di questa serie esistono quattro cofanetti, che contengono due libri ciascuno: “il bagno  la pappa”, “il giardino   il cantiere”, “il mattino   la sera”, “il viaggio   il mare”. Si tratta di «otto contesti differenti dove il bambino potrà in qualche modo rivivere le proprie esperienze» conclude Francesca Archinto.

Zelia Pastore

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