Bios – Donne operate al seno: «Vedervi in reparto era un raggio di sole in una giornata di nebbia»

Volontari in ospedale

Intervista a Marta Martini,
presidente dell’associazione Bios
Donne operate al seno di Alessandria

“Perché la voglia di vivere voli più in alto della paura” è questo il motto dell’associazione Bios – Donne operate al seno di Alessandria, che si rispecchia anche nel logo, la silhouette di una colomba bianca diretta verso il cielo. Ce l’ha dichiarato con orgoglio Marta Martini, 75 anni, pediatra in pensione ed ex paziente oncologica che ha superato la malattia e ora è presidente dell’associazione Bios che, tutti i giorni, sta accanto alle donne che combattono con il tumore al seno e ai loro familiari. È venuta a trovarci in redazione e ci ha raccontato la loro storia. La trovate nell’articolo qui di seguito: un progetto per dare voce a chi con costanza si spende accanto a medici e infermieri per rendere l’Ospedale un posto in cui i malati si sentano sempre più accolti e supportati, i volontari delle associazioni attivi all’interno dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo. Buona lettura! 

Marta, mettiamoci subito in aiuto dei pazienti che entrano in ospedale nel reparto di oncologia: dove possono incontrarvi dal vivo? E che cosa fa Bios per loro, come può dare loro un sollievo?

«L’associazione Bios è nata 30 anni fa e, da allora, è presente ogni mattina al Day Hospital oncoematologico. Dalle 7.30 alle 10.30, due volontarie, affiancate da alcune socie “jolly”, preparano e offrono la colazione ai pazienti: donne operate al seno, ma anche uomini e pazienti oncoematologici. Si tratta di persone che, dopo i prelievi, attendono alcune ore prima di iniziare la chemioterapia».

Queste colazioni sono servite tutti i giorni dell’anno?

«Sì, dal lunedì al venerdì, quando il Day Hospital è aperto. Ma non si tratta solo di offrire una colazione: la nostra presenza vuole essere anche un segno di accoglienza. Le volontarie regalano ai pazienti un sorriso, la possibilità di confrontarsi con chi ha già vissuto la stessa esperienza e comprende profondamente paure e stati d’animo che stanno vivendo. È anche un modo per favorire la socializzazione in quei momenti difficili. Ricordo che, anni fa, una signora mi fermò durante un convegno dicendomi: “Per me vedervi era un raggio di sole in una giornata di nebbia”. Ecco, questo racconta bene ciò che cerchiamo di fare».

Ma il vostro aiuto non si limita alla colazione: offrite anche la possibilità di avere una parrucca gratuita o una seduta di yoga della risata…

«Sì, dal 2018 abbiamo creato ad Alessandria la “banca della parrucca”. Il servizio è seguito da Simona Toscano, nel suo salone “Shine Hair” presso il Centro Benessere di Luisella Melchionni, che da trent’anni ci ospita gratuitamente nei suoi locali ed è per noi un sostegno prezioso».

Questo servizio parrucche come funziona?

«Le donne guarite che non hanno più bisogno della parrucca possono donarla, tramite noi o direttamente a Simona Toscano. La parrucca viene igienizzata, sistemata e adattata, per poi essere consegnata gratuitamente a chi sta iniziando la chemioterapia. È un servizio importante, anche perché in città non ci sono molte possibilità di trovarne una. Ma, soprattutto, ha un grande valore simbolico: una parrucca che passa da una donna guarita a una donna malata è un segno di speranza, un gesto di buon auspicio.

Vuoi raccontarci anche dello yoga della risata?

«Lo yoga della risata è stato introdotto ad Alessandria dal dottor Fusco, oncologo e nostro vicepresidente. È una pratica ideata da un medico indiano che, attraverso esercizi specifici, porta le persone a ridere: si basa sul principio che anche una risata non spontanea ha effetti benefici sul corpo e sulla mente. Noi della Bios finanziamo questa attività perché abbiamo capito che ridere è fondamentale: dopotutto i bambini passano molte ore al giorno a ridere (sorride). È un’attività aperta a pazienti, familiari, caregiver, personale sanitario e a tutti quelli che lo desiderano. Dopo una prima esperienza all’Hospice, oggi si svolge al circolo “La Casetta”, due volte al mese, il martedì. È un momento molto partecipato e importante per aiutare chi vive situazioni difficili. Volevo dire ancora una cosa a proposito delle nostre attività per l’ospedale».

Prego.

«Durante l’anno organizziamo eventi per raccogliere fondi: cene, convegni e soprattutto il calendario, che è una delle nostre iniziative più redditizie. Inoltre, grazie alle donazioni, acquistiamo presidi sanitari per l’ospedale e li doniamo ai reparti di oncologia, chirurgia senologica, anatomia patologica, al Day Hospital. Lo scorso anno, per esempio, abbiamo donato un dermopigmentatore alla senologia chirurgica e alla chirurgia plastica: un macchinario importante per la ricostruzione del complesso areola-capezzolo, presente in pochi centri».

Nel calendario, chi troviamo ritratto?

«Le protagoniste sono le “modelle” della Bios: donne operate, in terapia o in attesa di intervento. Donne che hanno affrontato momenti difficili ma scelgono di mettersi in gioco per sentirsi ancora donne, ancora belle. Negli anni scorsi indossavano abiti eleganti della collezione di Romano Anfossi e Luisella Melchionni, mentre quest’anno abbiamo scelto una formula diversa: fotografie in palestra, con la maglietta “Ce la farò anche st(r)avolta”. Per le nostre magliette non finiremo mai di ringraziare Milli, che le ha ideate e create per noi. Quando l’abbiamo conosciuta era una giovane mamma che ha affrontato la malattia poco dopo aver avuto il suo primo figlio e che oggi sta bene ed è di nuovo mamma».

Come mai questa scelta di fare le foto in palestra?

«Per sottolineare quanto il movimento sia importante nella prevenzione del tumore al seno. E anche per metterci in gioco, uscire dagli schemi e dare un messaggio positivo».

Facciamo un passo indietro: come è nata la vostra associazione e perché?

«Bios è nata 30 anni fa dall’iniziativa di quattro donne che si erano conosciute durante la chemioterapia. Da quell’esperienza condivisa è nata la volontà di offrire un aiuto materiale e un conforto, una compagnia ad altre persone nella stessa situazione. L’obiettivo è duplice: da un lato accompagnare le donne attraverso un supporto umano, pratico e psicologico; dall’altro promuovere la prevenzione. Oggi sappiamo quanto sia fondamentale: una diagnosi precoce aumenta notevolmente le possibilità di guarigione e consente terapie meno invasive. Noi sensibilizziamo alla prevenzione per cui sia col calendario sia durante gli eventi non smettiamo di raccontare l’importanza della prevenzione. Prevenzione che può essere primaria e secondaria. Con prevenzione primaria intendiamo alimentazione sana, poco alcol, niente fumo, stare all’aria aperta e fare movimento, che vuol dire nel concreto camminare mezz’ora al giorno: cose che tutti sappiamo ma che pochi fanno. Mentre per la prevenzione secondaria è fondamentale l’adesione agli screening per il tumore della mammella. Ad Alessandria il programma “Prevenzione serena” funziona molto bene: uno dei centri dove funziona meglio secondo me soprattutto da quando c’è la dottoressa Maconi che lo gestisce e anche perché noi continuiamo a parlarne di prevenzione. Voglio dire a tutte le lettrici che è importante aderire alla mammografia che “Prevenzione serena” offre gratuitamente alle donne dai 45 ai 74 anni. Negli anni abbiamo visto purtroppo molte giovani mamme con bambini ancora piccoli ammalate: la prevenzione è davvero fondamentale. Bisognerebbe iniziare già dai 20 anni con l’autopalpazione una volta al mese e con la visita senologica ogni due anni: ad Alessandria è gratuita con l’impegnativa mutualistica. Come suggeriva il professor Umberto Veronesi, la prima ecografia andrebbe fatta a 30 anni e la prima mammografia a 40 anni: questi esami purtroppo sono a pagamento ma noi nel nostro piccolo offriamo l’ecografia ai 30 anni e la mammografia ai 40 alle donne di Casal Cermelli (la sindaca è la fisioterapista che segue le donne operate al seno), e di Predosa e Castelferro, per ringraziarli in quanto da alcuni anni organizzano per la festa della donna una cena a nostro favore!».

Ora una domanda più personale: ci vuoi condividere un episodio che per te è significativo e che ti ricorda il valore di questo vostro impegno?

«All’ultima cena Bios che abbiamo organizzato, un signore che avevo già conosciuto anni fa ai corsi di Yoga della risata ci ha scritto per ringraziarci. Sua moglie, purtroppo, era venuta a mancare a causa di un tumore al seno, ma sentite che cosa ci ha scritto: “Sono stato molto bene con voi: desidero farvi i miei complimenti per la perfetta organizzazione. Che bello vedere così tante persone presenti! Ho conosciuto Bios 15 anni fa quando la mia amatissima moglie si ammalò e nel ‘23 venne a mancare. In quel periodo il vostro impegno fu fondamentale, come quello dei medici. Volevo solo darle un’ulteriore conferma di quanto il vostro lavoro sia prezioso”. Messaggi come questo ci danno la forza di continuare: sapere che ciò che facciamo è utile e porta conforto è la nostra motivazione più grande».

Marta, ma chi te lo fa fare? Che cosa ti muove nel profondo?

«Io stessa sono stata operata nel 1998, sono ancora qua e sto bene! (sorride). Questo è già un messaggio importante. Anche nella mia famiglia ci sono stati altri casi di tumore al seno, in un’epoca in cui se ne parlava poco, quasi con vergogna. Oggi poter dire “ce l’ho fatta” e trasmettere speranza agli altri è qualcosa di fondamentale per me. E, alla fine, è più quello che si riceve di quello che si dà».

È questa tua storia familiare che ti spinge a spenderti in prima persona?

«Sicuramente sì. Quando incontri persone comprensibilimente spaventate e in difficoltà e puoi dire loro che è possibile farcela, con la tua testimonianza, capisci quanto sia importante esserci».

Quante volontarie siete adesso?

«Siamo 55, con nuovi ingressi ogni anno».

Chi vuole diventare volontario o volontaria della Bios come può fare?

«È possibile venire a trovarci nella nostra sede di via Chenna: il martedì mattina dalle 10 alle 11.30 e il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 17.30. Oppure si può venire direttamente al Day Hospital al mattino, dove una volontaria sarà disponibile a dare tutte le informazioni».

Come contattare Bios

info@bios.al.it

Sede: Via Chenna n. 9 interno cortile
15121 Alessandria

347 6072004 negli orari di presenza
in sede (martedì dalle 10 alle 11.30 e
giovedì dalle 16 alle 17.30)

Oppure di persona al Day Hospital oncologico, tutte le mattine dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 10.30.

La festa di Bios

Siete tutti invitati alla festa di Bios!

Tutte le info nel volantino qui sotto

foto di copertina: Studio fotografico Torletti

Zelia Pastore

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