«Vi proponiamo un’occasione per dedicare del tempo alla coppia e guardarsi in maniera diversa»
Diego Lumia e Larives Bellora (nella foto), responsabili dell’ufficio famiglia della nostra diocesi, organizzano per il 9 e 10 maggio a Castelspina (AL) un weekend dedicato alle coppie che desiderano ritrovarsi “gustando un tempo di qualità guidati dalla Parola”, come recita la locandina che trovate qui sotto. Proviamo ad approfondire.
Diego, Larives, in famiglia sperimentiamo spesso il limite della incomunicabilità: non riuscire a dirsi le cose, nel bene e nel male, e la fatica di ascoltarsi. Perché è così difficile capirsi, anche tra persone che si vogliono bene?
Larives: «Secondo me, perché da una parte siamo molto presi da tante cose, e poi perché siamo anche distratti: dai social, dalla televisione e così via. Inoltre, spesso le cose si danno un po’ per scontate: pensiamo sempre che gli altri capiscano quello che stiamo vivendo. Ma forse facciamo fatica anche perché nessuno ci ha mai insegnato a parlarci e a guardarci veramente».
Diego, quando ti sei sposato ti è venuto naturale dire a Larives tutto quello che avevi nel cuore? Sei sempre stato comunicativo o ti tenevi tutto per te, da buon siciliano?
diego: «Non sempre, ecco. È una cosa che abbiamo scoperto piano piano… Io, per esempio, una volta cercavo sempre di risolvere le cose. Ora ascolto».
Qual è la cosa più difficile da dire all’altro? Che gli vuoi bene, o che magari le cose che non vanno?
Larives: «Per me, dirgli le cose che non vanno… poi arrivano i figli, che spesso mettono in luce un modo diverso di intendere l’educazione, di intendere il bene per loro. Credo serva un linguaggio, una modalità nuova da mettere in comune. E qualcuno che ti aiuti a comunicare e a trovare lo stesso linguaggio».
Anche la moglie potrebbe diventare il più grande estraneo che hai tra i piedi in casa…
diego: «Sicuramente. Noi abbiamo scoperto che avevamo bisogno ogni tanto di prenderci uno spazio come coppia, provando a dedicarci del tempo. Fermarci per un attimo, anche solo per una passeggiata o una mezza giornata insieme, ci ha aiutato proprio a guardarci in maniera diversa».
Questo però potrebbe non bastare. Certi matrimoni arrivano a un punto di tale incomunicabilità che sembra non esserci più una speranza… E lì che si fa?
Larives: «Una possibilità è chiedere aiuto e cercare un luogo, un’occasione dedicata alle coppie in cui lui e lei possano davvero ritagliarsi un tempo importante per ritrovarsi. Anche con degli strumenti adatti, con un aiuto, perché a volte non basta solo parlarsi per capirsi, ci vuole qualcuno che ti aiuti a comunicare quello che stai vivendo, che non tiri fuori per vari motivi: paura di far soffrire, di esporsi o di sentirsi debole…».
Quindi non basta il weekend al Grand Hotel per risolvere le questioni familiari… Come è stato per voi?
diego: «Noi In questi anni abbiamo avuto due sostegni. Il primo è quello di trovarci ogni tanto con famiglie come la nostra, per esempio del nostro ambito evangelizzazione famiglie del Rinnovamento nello Spirito con cui condividiamo il cammino, ma anche di altre realtà diverse dalla nostra con le quali abbiamo scoperto che tante difficoltà che credevamo solo nostre in realtà erano comuni a tutti. È stato utile confrontarci, vivere dei momenti insieme, in semplicità: ci siamo resi conto che non eravamo soli. Un altro aiuto è stato per noi quello dell’accompagnamento sia attraverso l’aiuto del nostro padre spirituale, padre Mimmo, che della nostra cara Gemma, una sorella di cammino di Torino: una cura attraverso l’ascolto, discreto e mai invadente, e la preghiera sulla Parola».
Nel vostro cammino avete incrociato i fondatori del percorso di Betania, Claudio e Laura, che sono venuti ad Alessandria in occasione della giornata per le famiglie del 22 marzo scorso. Proprio una équipe formata da loro tornerà nel weekend del 9 e 10 maggio a Castelspina. Quali sono le peculiarità della loro proposta?
Larives: «I Percorsi uniscono gli aspetti spirituali e le scienze umane per leggere la tua esistenza con la parola di Dio. In aramaico: “Bereshit bara’”, come scritto nella locandina… “In principio Dio creò” una coppia: questo ci aiuta a ritrovare il sogno di Dio per noi, a ritornare al “Principio”, al primo sguardo anche nel nostro incontro. Durante i laboratori si sperimentano il dialogo e l’ascolto».
Parole grosse… non c’è il rischio di “appiccicare” qualche termine religioso per essere a posto?
diego: «Quello dei Percorsi di Betania è un cammino in cui le coppie sono accompagnate a riscoprire la loro relazione alla luce della Parola, e noi abbiamo promosso questo weekend proprio perché ne abbiamo già fatto esperienza. Ciò che ci ha colpito non è stata solo la preparazione delle coppie che guidano, ma il fatto che condividono con noi ciò che per prime hanno sperimentato e vivono attraverso questo metodo dei Percorsi di Betania. Non c’è nulla di astratto, in questa esperienza: lo specchiarsi l’uno con l’altro, vivere questo tempo di oasi, di pace, è favorito dall’esperienza attraverso la parola di Dio, attraverso la preghiera. Perché il primo a credere in una coppia, alla coppia, è Dio stesso».
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria

