L’editoriale di Andrea Antonuccio
Care lettrici, cari lettori,
apriamo questo numero di Voce con la visita pastorale di papa Leone XIV a Lampedusa del 4 luglio scorso. Il nostro Alessandro Venticinque ha sintetizzato i momenti più rilevanti del viaggio del Santo Padre: un viaggio segnato da situazioni e parole forti, profonde e di non facile “digeribilità”. Provo a dirvi che cosa mi ha colpito di più, cercando di fare un paragone con i criteri che utilizzo normalmente per vivere, amare e ragionare.
Parto da questa frase, che il Papa ha pronunciato nell’omelia della Santa Messa in Località Salina di Lampedusa (è un po’ lunga, lo so, ma vale la pena leggerla con attenzione): «La parabola (del buon Samaritano, ndr) ce lo racconta: l’amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C’è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di “passare oltre” (cfr vv. 31.32)».
Non so come abbiate percepito queste parole. Se penso a me, la tentazione di “passare oltre” è sempre presente di fronte a chi ha bisogno. È un’opzione: chissà quante volte mi sarò girato dall’altra parte per non essere implicato in certe situazioni! Come il sacerdote e il levita (una sorta di assistente del Tempio di Gerusalemme), che di fronte all’uomo derubato e bastonato dai briganti tirano dritto perché non è affar loro: due uomini giusti, perfetti conoscitori della Legge ma senza alcuna carità. È il samaritano, cioè l’eretico, il pagano della sua epoca, a fermarsi e a occuparsi veramente del malconcio… Il samaritano: uno che difficilmente verrebbe accolto nelle nostre parrocchie o nei nostri ambiti “ortodossi”.
Pensiamoci bene, amici cari: ma che razza di vita (e di fede) stiamo vivendo, se non riusciamo a vedere il bisogno del nostro prossimo? Che cosa vogliamo essere? Giusti senza cuore, o imperfetti che amano? Avremo delle sorprese, quando andremo dall’altra parte e non troveremo in Paradiso i sacerdoti e i leviti della nostra epoca…
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
