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L’Eucarestia sorgente della missione

XXVI CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE
a Genova – dal 15 al 18 settembre

Da giovedì 15 a domenica 18 settembre scorsi si è svolto a Genova il XXVI Congresso eucaristico della Chiesa italiana. “L’Eucaristia sorgente della missione: Nella tua Misericordia a tutti sei venuto incontro” è il tema attorno al quale si sono ritrovate, nel capoluogo ligure, le delegazioni provenienti dalle diverse diocesi.

Sono stati circa 900 gli iscritti, di cui 250 i presbiteri e 77 i vescovi (8 i cardinali); le diocesi rappresentate sono state 150.

Anche questo importante appuntamento si è collocato all’interno dell’Anno giubilare che papa Francesco ha indetto per invitare i singoli e le comunità ad aprirsi in modo più convinto e generoso al dono della Misericordia di Dio, sorgente inesauribile di ogni rinnovamento sia personale che comunitario. L’idea centrale del Congresso è stata quella di cogliere sempre meglio il nesso tra Misericordia di Dio e Missione della Chiesa, a partire proprio dall’Eucaristia. Nella Celebrazione eucaristica noi, infatti, diventiamo “Chiesa in uscita”, mossa dalla Misericordia di Dio.

I quattro giorni dei delegati sono trascorsi nei momenti di Adorazione eucaristica nelle diverse chiese genovesi, nella visita di “luoghi della misericordia” (carceri, mense per bisognosi, centri di ascolto…), nell’ascolto delle catechesi dei vescovi e nelle altre celebrazioni.

“Il Congresso eucaristico – ha esordito il card. Bagnasco nella presentazione dell’evento – è un momento pubblico di preghiera attorno all’Eucarestia che per noi cristiani è il cuore della fede. In questa occasione esprimiamo la nostra fede anche al di fuori delle chiese, dando una testimonianza di gioia della fede cristiana alla città che ci ospita attraverso un messaggio particolare”. L’arcivescovo ha sottolineato anche che “nell’Anno giubilare della Misericordia, il Congresso eucaristico può essere considerato un punto culminante perché, come ha scritto il Santo Padre, ‘Gesu è il volto visibile della misericordia di Dio’ e sappiamo per la nostra fede che l’Eucarestia è il sacramento della presenza reale di Gesù tra noi. Guardando l’Eucarestia, con gli occhi della fede, noi vediamo il volto di Gesù, lui che è la misericordia stessa di Dio”.

Particolarmente suggestivo  stato l’appuntamento principale di sabato 17 – a cui ha partecipato anche una nutrita rappresentanza di una cinquantina di pellegrini dalla nostra diocesi – con la solenne Adorazione eucaristica nella porto antico: il Santissimo Sacramento è giunto dal mare a bordo di una motovedetta su cui è rimasto per l’Adorazione, prima della processione verso la Cattedrale di S. Lorenzo.

La Messa conclusiva, che è stata preceduta dalla processione delle Confraternite liguri (e del basso piemonte) con i loro tradizionali “crocioni”, si è svolta domenica 18, proprio nel giorno in cui in tutte le parrocchie italiane si è tenuta la Colletta nazionale a beneficio delle popolazioni colpite dal sisma dello scorso 24 agosto. Questo per evidenziare lo stretto legame tra l’Eucarestia e la carità vissuta dalle comunità: ogni gesto di solidarietà e di carità che possiamo vivere trae il suo nutrimento in quel gesto in cui Cristo ha donato la sua vita intera.

“Vorremmo che l’Italia si accorgesse che sta accadendo qualcosa nel suo grembo, qualcosa di vero e di bello che la riguarda da vicino”, ha detto Bagnasco nell’omelia di apertura del Congresso. “Intendiamo annunciare che Dio non è lontano, che nessuno è orfano in questo angosciato tempo, che non siamo vagabondi senza meta, che la solitudine non è il nostro destino, che l’ingiustizia non è l’ultima parola, perché tutti abbiamo una casa che ci  aspetta. Sappiamo che – nonostante segni contrari – un anelito, un’attesa, un desiderio di senso plenario batte anche nel cuore del nostro  tempo”.

“Non dobbiamo – ha concluso il cardinale – aver paura dell’apparente sordità, ma lasciare che questo battito salga lentamente dall’anima dell’uomo fino a farsi ricerca e scoperta. Portare la luce; non è forse questa la missione della Chiesa? Sì, è questa, come ci sollecita costantemente il Santo Padre”.

don Stefano Tessaglia

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