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Comunicare speranza e fiducia – La 51a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

All’incontro con i direttori della CS delle Diocesi italiane c’era anche Nunzio Galantino, segretario della Cei che ha sottolineato più volte quanto i mezzi di comunicazione delle nostre realtà siano importanti per il territorio e soprattutto quanto sia necessario prendersene cura perché portino a compimento la loro missione evangelizzatrice.

“I settimanali diocesani – dice durante il suo intervento – raccontano la storia delle periferie, ma sono in grossa crisi. Non si risolve il problema chiedendo soldi alla Cei. Non basta mettere il colore, bisogna giocare in anticipo, bisogna osare il nuovo, senza mai mettere una croce sul passato, ma per poter guardare diversamente il futuro.

Dobbiamo imparare a fare un passo di lato, davanti a ciò che ha funzionato in passato, ma che oggi è irrilevante”.

Questo punto è affrontato anche da papa Francesco nel suo messaggio annuale inviato a chi ha il compito di animare e gestire le comunicazioni della Chiesa, quando invita ad indossare “occhiali nuovi”, per fare in modo che storia e futuro, possano prendere vita nel presente dei nostri mezzi di comunicazione.

Si è poi passati ad un tema caldo per le nostre realtà diocesane: la missione pastorale. Come gli altri uffici della diocesi, anche le comunicazioni sociali, devono avere un fine pastorale. Devono essere il tramite tra vescovo e popolo, un legame tra Gesù e le persone.

“L’urgenza non è solo tecnica, ma pastorale. Dobbiamo chiederci fino a che punto quello che stiamo facendo ha un’incidenza pastorale. Quanto quello che facciamo è per la vita spirituale delle persone e non solamente informativo, a far maturare una coscienza critica, la consapevolezza che oggi il vangelo è possibile, oggi il vangelo è vero”.

La nostra Diocesi è pronta a rispondere a questo stimolo, la segreteria delle comunicazioni sociali ha camminato in questo anno per comprendere quelle che sono le nostre possibilità e i bisogni di chi usufruisce dei nostri mezzi, oltre che di tutte quelle persone che non vengono raggiunte dai nostri media.

Siamo pronti a costruire un progetto comune che ci porti ad essere veri “medium” tra Cristo e le persone, pronti a portare la buona notizia.

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