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L’interVista a Giuseppe Versaldi


Giuseppe Versaldi
Nato il 30 luglio 1943 a Villarboit (VC).
Ordinato il 29 giugno 1967, viene consacrato Vescovo il 26 maggio 2007.
Benedetto XVI lo crea Cardinale il 18 febbraio 2102.
Dal 2015 è Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica.

Cinquant’anni di sacerdozio, dieci di consacrazione episcopale, cinque di nomina cardinalizia. In questo anno 2017 monsignor Giuseppe Versaldi ricorda tutte queste date che hanno caratterizzato la sua vita di sacerdote, vescovo e cardinale. Un percorso di vita intenso, entusiasmante ed impegnativo…

«Cinquant’anni di sacerdozio sono un percorso lungo di una vita che il Signore mi ha donato come segno del suo amore misericordioso. Una vita percorsa da un filo che rivela la mano sapiente della Provvidenza che dà significato a tanti episodi apparentemente casuali, ma che, visti a ritroso degli anni, sono rivelatori dell’amore incondizionato di Dio per ogni sua creatura.  Sì, un percorso entusiasmante ed impegnativo alla sequela di Cristo, che mi ha chiamato ad essere suo ministro in diversi contesti, ma sempre per annunciare e testimoniare il Vangelo. La consapevolezza di questo amore di Dio si accompagna alla pari coscienza delle molte insufficienze della mia risposta. Ciò, tuttavia, non mi ha mai portato allo scoraggiamento nella convinzione che il Signore mi conosce e mi ha scelto così come sono perché anche nelle mie debolezze appaia la sua potenza».

L’attuale responsabilità di Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica quali impegni comporta?

Da soli due anni Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, sto…educandomi a questo compito a servizio del ministero petrino nel delicato campo della formazione integrale dei giovani specialmente nel campo della scuola cattolica di ogni ordine e grado (più di 60 milioni di alunni sparsi in tutto il mondo). La formazione delle nuove generazioni è sempre un impegno prioritario per la Chiesa e la tradizione ci testimonia quanto la Chiesa ha sempre operato in avanguardia in questo campo, precedendo le istituzioni civili. La Congregazione che guido ha il compito di animare cristianamente il tempo della formazione scolastica, che non riguarda solo la crescita intellettuale dei giovani, ma deve portare ad una educazione integrale della persona così da preparare buoni cristiani, cittadini di questo mondo da costruire secondo il progetto di amore con cui Dio lo ha creato.

Certamente Vercelli è nel suo cuore ma Alessandria…

Vercelli, come Chiesa della mia origine in cui sono stato battezzato e ordinato sacerdote e vescovo, è il terreno in cui affondano le mie radici, anche se i rami dell’albero che è cresciuto si sono estesi altrove. E Alessandria è certamente l’altra Chiesa particolare in cui il Signore mi ha posto come Pastore ed in cui, anche se per pochi anni, ho cercato di amarlo in ciascun fedele di codesta porzione del regno di Cristo. È naturale che ad Alessandria abbia cercato di dare il massimo del mio impegno per rispondere alla chiamata del Signore rimanendone per sempre legato.

Eminenza, le è rimasta un po’ di nostalgia per la nostra comunità diocesana?

Più che nostalgia mi è rimasta vivissima memoria, che rinnovo continuamente nella preghiera e nelle occasioni in cui incontro ancora qualche alessandrino. Una memoria fatta di tanto affetto umano che ho ricevuto, ma soprattutto di tanta testimonianza di fede e di carità cristiana ancora presenti e che sovente rimangono nascoste per pudore sotto la tipica cultura alessandrina. Rimane anche un po’ di rammarico per il poco tempo della mia permanenza che ha impedito di continuare a lavorare insieme a voi e cogliere qualche frutto in più. Auguro al mio giovane successore, il Vescovo Guido, di poter portare avanti non solo quanto intrapreso, ma, seguendo le ispirazioni dello Spirito, realizzare quanto Papa Francesco indica come necessario per una Chiesa missionaria.

Quale messaggio lascia alla sua prima e unica diocesi come Vescovo?

Alla mia prima (e unica diocesi, di cui sono ancora vescovo emerito) vorrei consigliare docilità alla voce dello Spirito che si esprime attraverso il magistero, ma anche nelle singole coscienze dei fedeli. Soprattutto ai giovani, che sono in gran parte ancora immersi nello studio nei diversi gradi di scuola, consiglio di risvegliare la loro mente ed il loro cuore per non lasciarsi irretire da una cultura dominante che li blandisce per stordirli con falsi percorsi di felicità. Scoprire in Cristo il loro vero Amico che li vuole accompagnare nel cammino di crescita integrale è il vero tesoro nascosto che devono trovare e per il quale vale la pena di lasciare tutto il resto, ben sapendo che Gesù non lascerà mancare loro nulla di ciò che è veramente bello e buono. Voglio in questa occasione ringraziare e salutare particolarmente i sacerdoti, miei primi e indimenticati collaboratori. Un affettuoso saluto , infine, a tutti gli alessandrini e pregate per me perché dopo aver insegnato agli altri non abbia a perdere me stesso. Il Signore vi benedica e la Madonna della Salve vi protegga insieme a S. Baudolino e agli altri Patroni di Alessandria.

Gli auguri di papa Francesco

Al nostro venerabile fratello
S.R.E. Cardinal Giuseppe Versaldi
Prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica

Venerabile nostro Fratello, ricordiamo con gioia soprattutto in questa occasione i cinquant’anni del tuo presbiterato nonché l’intera tua opera molto diligente svolta per il bene della Chiesa. Infatti, il 29 del prossimo mese di giugno, nella solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo, celebrerai il giubileo d’oro della tua ordinazione sacerdotale, che ricevesti con animo lieto e riconoscente nella cattedrale di Vercelli nel 1967 per mano del venerato Fratello Albino Mensa di felice memoria.

Vogliamo, dunque, farti pervenire parole di sincera congratulazione, esultando con te nel Signore che si è degnato di arricchirti di molti doni nella tua vita e nel tuo ministero, le cui tappe principali ora ci piace ricordare.

In primo luogo vogliamo evidenziare l’ottima educazione che hai ricevuto in famiglia e poi negli studi nel Seminario di Vercelli, presso la Pontificia Università Gregoriana nonché presso lo Studio Rotale. Agli inizi del tuo sacerdozio hai operato diligentemente nelle parrocchie della tua Arcidiocesi di Vercelli; hai poi adempiuto con cura l’impegno come responsabile dei giovani avviati al sacerdozio e hai promosso con diligenza la formazione delle famiglie cristiane. Dopo qualche anno hai esercitato sapientemente l’ufficio di insegnante di diritto canonico, di psicologia e antropologia.

Come Vicario generale della suddetta comunità ecclesiale hai dimostrato capacità di governo. Per queste ragioni il nostro venerato Predecessore Benedetto XVI ti ha considerato degno di essere elevato alla dignità episcopale costituendoti nel 2007 Pastore della Chiesa di Alessandria. Con frutto hai agito con i sacerdoti e i laici, interpretando in modo corretto i problemi del nostro tempo alla luce del Vangelo. Lo stesso Sommo Pontefice nel 2011 ti ha affidato il compito di Presidente della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede e, nell’anno seguente, ti ha incorporato nel Collegio Cardinalizio.

Anche Noi ti abbiamo dimostrato speciale fiducia quando, nel 2015, ti abbiamo nominato Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Sappiamo che hai esercitato con perizia questi e altri incarichi, anche nella Conferenza Episcopale Italiana, in alcuni Dicasteri della Curia Romana come presso la Pontificia Università Gregoriana di cui prima sei stato alunno, poi professore, e ora vi eserciti con impegno il ruolo di Gran Cancelliere.

  Venerabile Fratello nostro, cogliendo l’opportunità del tuo Giubileo, desideriamo esaltare tutti i tuoi meriti, mentre ti auguriamo che Cristo Buon Pastore, per l’intercessione delle Beata Vergine Maria e di S. Giuseppe, si degni ancora di arricchirti dei suoi doni.

  Desideriamo, inoltre, accompagnarti con la Nostra Benedizione Apostolica, che ti concediamo molto benevolmente da estendere a tutti coloro che partecipano alla celebrazione giubilare. A voi tutti chiediamo preghiere per un fruttuoso adempimento del gravoso ministero petrino.

Dalla Sede Vaticana, 18 maggio 2017, quinto del Nostro Pontificato

A cura di
Marco Caramagna

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