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Umiltà, obbedienza e amore

Dalla prima all’ultima pagina la Bibbia è percorsa dal tema dell’accoglienza. Tema tanto attuale, quanto scottante visto l’ondata sempre più numerosa di stranieri e il sottile razzismo che serpeggia nelle nostre comunità. Il termine “accogliere” appare molte volte nelle pagine della Sacra Scrittura di questa domenica. Molte volte è applicato a molte situazioni.
L’accoglienza del profeta Eliseo nella prima pagina dal libro dei Re.
L’accoglienza della morte di Gesù per risorgere con lui nella pagina dell’Apostolo Paolo.
L’accoglienza di Cristo come presupposto per accogliere il Padre come si legge nella pagina evangelica di Matteo.
L’accoglienza è declinabile in molti modi.
L’accoglienza come filantropia e sensibilità umana: esistono molte persone che sentono l’esigenza umana di accogliere il bisognoso come la coppia degli anziani di Sunem che preparano con tanta devozione una stanzetta al fresco per il profeta Eliseo.
È un atteggiamento molto bello e ricco di amore.
L’accoglienza come cura di Cristo reso presente nel bisognoso: ecco che l’accoglienza diventa una bella estensione della carità cristiana.
L’accoglienza come atteggiamento spirituale: è quella che emerge dal vangelo di questa domenica: “chi non accoglie la sua croce e non mi segue…”.
Esiste un’accoglienza del cuore e dell’anima che permette di vivere in sintonia con Gesù in una “sequela dellacroce”…
Tutti e tre i tipi di accoglienza implicano atteggiamenti di base. Umiltà: solo con l’umiltà della vita si possono vedere e servire quei profeti, quei giusti e quei piccoli che Gesù cita nel Vangelo.
L’umiltà permette di essere a servizio e non voce lamentevole verso il diverso. Obbedienza: solo chi sa obbedire è in grado di accogliere Cristo, la sua croce, il fratello e la carità: “Amatevi gli
uni gli altri…accoglietevi gli uni gli altri”: l’accoglienza è una sorta di osmosi arricchente, uno scambio di idee, esperienze, difficoltà e gioie.
Dio accoglie tutti per strani che essi siano, Dio fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, Dio accoglie tutti coloro che desiderano almeno iniziare un cammino con lui, Dio accoglie il peccatore come un
figlio bisognoso. Accogliere significa creare legami, integrarsi gli uni agli altri ma le modalità possono essere molte: legami che uniscono, integratori delle parti in un tutto, tiri di fune conflittuali, reti di integrazione, non sempre efficaci ed efficienti.

Il credente cristiano possiede un solo metodo: Matteo 25,31-46.
La carità non avrà mai fine.

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