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Grigi, è tutto da rifare. E cambiano gli obiettivi…

Al termine della gara con il Pisa, Luca Di Masi resta seduto a lungo al suo posto, in tribuna, con lo sguardo fisso al campo. Intorno, i fischi della
Nord ai giocatori che provano, comunque, ad andare sotto la curva e la contestazione dei tifosi della tribuna che, calciatori a parte, hanno due destinatari precisi: mister e direttore sportivo. Impossibile (e forse ingiusto) immaginare cosa possa passare per la testa del presidente. Facile però ipotizzare che la reazione che avrebbe se non altro sperato di innescare con le parole spese nel corso della settimana fosse diversa.
La gara con i toscani, giunti in Piemonte senza allenatore dopo l’esonero di Gautieri a metà settimana, dopo il ko in Coppa, avrebbe dovuto e potuto essere quella della svolta, perché – l’analisi del patron – “questi ragazzi hanno tutto, dallo staff tecnico a quello medico, dai campi ai ritiri di un livello decisamente superiore alla categoria, ed è perciò il loro atteggiamento a dover cambiare, visto che sono loro a dover dare qualcosa in più”.
E invece il campo ancora una volta dice che l’Alessandria, semplicemente, non c’è. Contro il Pisa reduce, in campionato, dal pareggio casalingo con il fanalino di coda Gavorrano e momentaneamente affidato al tecnico della Berretti (l’ex calciatore di serie A Pazienza), Agazzi e compagni reggono poco più di mezz’ora, fino al vantaggio toscano siglato da De Vitis al minuto 39. Poi, il buio, con il raddoppio degli ospiti a inizio ripresa firmato Eusepi. Troppo poco quello visto in 90 minuti, troppo poco se i tiri in porta da registrare sono a malapena due, uno per tempo. E la gara che doveva essere della svolta, diventa invece quella che rende chiaro come occorra “abbassare l’asticella rispetto alle aspettative iniziali – ammette in sala stampa il ds Sensibile – e lottare come una squadra che lotta nei bassifondi. Io ho costruito la rosa con la condivisione di Cristian
Stellini e l’avallo del presidente, quindi è giusto che nel mirino ci sia io. L’unica ricetta che conosco per uscire da tale situazione è il lavoro, fino a gennaio almeno. Capisco la stanchezza della gente, ma mi preoccuperei di più se a stancarsi fosse Luca Di Masi”.
Già, perché al netto di una classifica che è, innegabilmente, disastrosa, con quegli otto punti che consentono di lasciarsi alle spalle solo Gavorrano, Pontedera, Prato e Pro Piacenza, a preoccupare è un gruppo che, per quanto visto finora, dovrà cambiare – e non poco – per dimostrarsi capace di lottare per ogni singolo punto.
Domenica, intanto, ad aspettare i grigi ci sarà la Giana Erminio, appena un punto in più in graduatoria e reduce dalla sconfitta subita a Livorno: allo stadio “Città di Gorgonzola” fischio di inizio alle 16.30.

 

Marina Feola 

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