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Collezionare per credere – «Ciapa puer» o «Cicapui»?

Per una volta provo a calarmi nei panni di chi non considera l’antiquariato una specie di must, ma qualcosa di noioso e “prendipolvere”. Ad Acqui Terme, in via Emilia 77, c’è un mercatino dell’usato (320 3918221) davvero intrigante: facendo role playing, tuttavia, la mia visita potrebbe avvenire senza particolari trastulli e l’estasi del tipico collezionista che si diverte a snidare i posti più impensati potrebbe tradursi in un commento del tipo “mi sono ritrovato per un’ora fra ciapa puer e cicapui !”.  Il termine ciapa puer (dal dialetto “prendipolvere”), è detto di soprammobili e suppellettili inutili la cui unica funzione è quella di impolverarsi. In verità molti altri oggetti sono chiamati così da chi non li apprezza e li considera adeguatamente. L’elenco è infinito; per fare qualche “utile” esempio si possono annoverare i souvenir delle località turistiche, le bomboniere, i tanti gadget da supermercato. Da qualche tempo va di moda il decluttering, un parolone inglese che significa più semplicemente “fare spazio”, o meglio, razionalizzare al meglio lo spazio abitativo, buttando o regalando il superfluo. Allo scopo di migliorare il nostro umore e… (Secondo la mia soggettiva opinione) ottenere il caos mentale raggiungendo l’ordine delle cose! I cicapui, invece, sono progetti che coinvolgono artigiani, artisti che lavorano la materia e chi produce arte nelle botteghe. Si tratta di oggetti unici, fatti a mano e che mettono in risalto l’estro creativo dell’autore. Ad esempio la signora Gianna (333 9124674) di Nizza Monferrato è riuscita a confezionare una linea di distintivi dalla notevole carica innovatrice. Ricama, con zelo certosino, gli scudetti delle squadre di calcio impiegando apposite perline il risultato è davvero molto gradevole; in catalogo ha già realizzato quasi tutti i loghi delle squadre più note della Serie A! La sua procedura richiede un giorno di lavoro, ma il tempo varia a seconda della complessità della trama. Oppure ho scovato sul web poesia e design racchiusi in un barattolo o ancora la milanese “Retrofficina”, che propone lavori di riciclo in cui le lampadine vengono rielaborate da geniali aladini…

Mara Ferrari

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