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La Testa e la Pancia – Togliamo il freno a mano

Il roboante successo casalingo contro la Carrarese per ben cinque reti a zero ci aveva illuso del fatto che il momento di flessione, iniziato oramai due mesi fa, fosse terminato. Il doppio risultato a reti vergini che l’Alessandria ha portato a casa in occasione di due incontri tra le mura amiche, contro due avversarie distanti oltre dieci punti in classifica, ci ha invece fatto improvvisamente ripiombare nel clima di pre-sfiducia di un paio di settimane or sono. Non vorremmo utilizzare parole eccessivamente allarmistiche, e forse l’espressione pre-sfiducia potrebbe essere in tal senso interpretata: l’Alessandria continua ad essere una squadra di prim’ordine, che ha attaccato quasi incessantemente sia contro la Lucchese che contro l’Arzachena e che ha oltretutto avuto l’abilità di non subire neppure un goal migliorando, questa sì, la precedente statistica delle reti al passivo: il problema è che certi difetti di questa squadra nel corso delle ultime partite e, più in generale, degli ultimi due mesi, hanno cominciato ad emergere lasciando alle spalle l’euforico primo periodo della gestione Marcolini che aveva relegato al cassetto dei brutti ricordi l’era di Stellini e di Sensibile. A cosa ci riferiamo? Sostanzialmente alla mancanza di veri uomini d’ordine in mezzo al campo in grado di dettare i giusti tempi alle ali e agli attaccanti centrali e poi, almeno per quanto concerne le ultime due prestazioni, ad una indubbia fase involutiva da parte degli attaccanti che non hanno saputo segnare molto, purtroppo, hanno sbagliato.  In conclusione, mettiamo a tacere i mugugni della pancia e apriamoci alla calma e al sangue freddo auspicate dalle testa puntando, prima fra tutte, a quella prestigiosa finale di Coppa Italia contro la Viterbese che può essere nostra.

Silvio Bolloli 

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