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La “Macchina d’altare” del Vasari

L’opera del Vasari e le celebrazioni per San Pio V

Questo sarà un anno particolare per il nostro territorio. Ricorre, infatti, il 450° anniversario della morte di Papa San Pio V (1° maggio 1572-1° maggio 2022), nostro conterraneo e unico pontefice piemontese. Con la Santa Messa di domenica 20 gennaio nella parrocchia di Bosco Marengo, presieduta dal vescovo di Alessandria monsignor Guido Gallese, sono iniziati i festeggiamenti per celebrare l’importante anniversario. Per questo abbiamo deciso di raccontarvi un’iniziativa culturale e religiosa, originale, e tutta da scoprire. Buona lettura!

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Cos’è la “Macchina”?

«Una machina grandissima quasi a guisa d’arco trionfale, con due tavole grandi, una dinanzi et una di dietro, et in pezzi minori circa trenta storie piene di molte figure che tutte sono a bonissimo termine condotte» così l’aretino Giorgio Vasari descrive nelle “Vite” la “sua machina”, ossia il maestoso altare maggiore realizzato in legno riccamente decorato e inserito al centro del transetto della basilica di Santa Croce, progettata e costruita a Bosco Marengo dallo stesso Vasari, per volontà di papa Pio V.

Dov’era e… dov’è oggi?

La “Macchina” era collocata al centro del transetto della chiesa, come si può vedere nella foto in alto. La Chiesa di Santa Croce si colloca nel Complesso monumentale di Santa Croce e Tutti i Santi di Bosco Marengo (AL). I dipinti della “Macchina” furono realizzati tra il 1567 e il 1569 e, purtroppo, l’unicum venne smembrato nel 1710 per allestire l’attuale altare marmoreo, all’epoca ritenuto più consono e ricco. Dell’opera del Vasari e della sua bottega ci sono pervenute quasi tutte le opere che componevano la “Macchina”. La struttura lignea, invece, è andata perduta.
La maggior parte dei dipinti è conservata nella chiesa di Santa Croce e nel suo museo. Un pannello ligneo è conservato a Castellazzo Bormida, presso Santa Maria della Corte, mentre un altro si trova a Palazzo Venezia a Roma.

Il legame con la Controriforma

Il legame con la Controriforma è la sua struttura, atta a proporre un insegnamento sia ai fedeli – che la vedevano da un lato – sia per i frati domenicani che ne potevano vedere il lato posteriore.
La grande pala del Giudizio universale, con la divisione dei buoni e dei cattivi con l’arcangelo Michele (il nome scelto da Antonio Ghislieri quando prese il saio domenicano) richiama il popolo di Dio a rispettare l’insegnamento e il magistero della Chiesa come via della salvezza. Questo è un monito anche per il clero, affinché sia esempio di vita per i fedeli, tornando alla “buona predicazione”. I pannelli lignei, che saranno esposti nel museo, sottolineano gli episodi fondamentali della vita, passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. I frati dell’ordine dei predicatori potevano, invece, concentrarsi sull’esempio di Sant’Ignazio di Loyola e altre figure fondamentali per l’ordine religioso.

La storia del complesso

La chiesa e il convento domenicano di Santa Croce a Bosco Marengo costituiscono uno dei massimi monumenti della storia religiosa e dell’arte del Cinquecento in Italia. La rilevanza di questo complesso travalica la dimensione locale in quanto frutto dell’ambizioso progetto di un pontefice, Pio V Ghislieri (1566-1572), che a Bosco Marengo era nato nel 1504: il prestigio della commissione si riflette nel valore dell’architettura e delle opere d’arte conservate al suo interno, direttamente collegate alle vicende artistiche del Cinquecento romano e fiorentino in virtù del coinvolgimento del celebre architetto e pittore Giorgio Vasari.

La chiesa di Santa Croce, insieme con la chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Roma, vogliono essere veri e propri “prototipi” di una nuova architettura al servizio della fede. Questi esempi di “nuova architettura”, nel tempo della controriforma, furono adottati come modelli per le chiese successive, non solo in Italia. Basti pensare che, anche nelle Americhe, possiamo ancora oggi trovare edifici religiosi che si rifanno ai dettami e alle linee applicate a Santa Croce.

Vasari e papa Pio V

Il loro incontro fu dettato dall’amicizia tra Pio V e Cosimo I de’ Medici. All’epoca, l’artista più gettonato alla corte medicea era proprio Giorgio Vasari. Il Pontefice, colpito dalle abilità dell’aretino, gli chiese di realizzare un’opera che valesse da “biglietto da visita” prima di commissionargli altri lavori. Nacque così la pala de “L’adorazione dei Magi“, tutt’oggi conservata a Bosco Marengo. L’opera si trova nella terza cappella di destra di Santa Croce. Da sottolineare anche l’importante apporto degli uomini di bottega del Vasari, grazie al quale poteva garantire la produzione di un gran numero di opere, con un ritmo e una velocità di realizzazione inusuale per la sua epoca. Proprio ad alcuni di questi maestri di bottega sono attribuiti diversi pannelli decorativi della “Macchina” vasariana: le loro firme sono state scoperte sul retro delle tavole dipinte.

La ricostruzione filologica

Il prossimo venerdì 8 aprile accadrà qualcosa di straordinario: si aprirà al pubblico il nuovo allestimento del museo di Santa Croce. Questo è frutto di un lungo e articolato percorso, che ha visto diversi esperti portare il proprio apporto a una vera e propria “ricostruzione filologica“.

Sarà l’occasione per farsi un’idea più precisa sulla “Macchina” vasariana, ideata da Giorgio Vasari come altare maggiore della chiesa e demolita nel Settecento. Di questa rimangono oggi solo i dipinti che decoravano la maestosa architettura; oggi, il visitatore potrà comprenderne l’unitarietà attraversando una ricostruzione digitaleimmersiva” che permetterà di vederla all’interno di una simulazione capace di restituirne il senso di stupore e meraviglia che il fedele doveva provare davanti alla spettacolare opera vasariana.

Per meglio cogliere la portata di questo lavoro, vi proponiamo un estratto della relazione descrittiva dei curatori: «La trascrizione in termini museografici del progetto curatoriale ha portato alla composizione di un nuovo museo, in cui la riunita collezione artistica darà vita a un percorso espositivo che si sviluppa tra le opere, con lo scopo di guidare il visitatore sul filo della narrazione di fatti storici e dell’illustrazione di opere d’arte, manufatti e documenti di grande valenza culturale. Il visitatore potrà vivere un’esperienza immersiva in un luogo straordinario, raccontato anche attraverso moderni strumenti di comunicazione, offrendo così diversi livelli di partecipazione e di approfondimento, adeguati agli interessi di fasce di pubblico diversificate. Il percorso espositivo sarà suddiviso in sale tematiche individuate dalla presenza di apparati testuali e iconografici (titoli e testi di sala e immagini rappresentative) che evidenzieranno anche il collegamento con la chiesa. Le opere saranno tutte illustrate con didascalie anagrafiche, mentre per alcune opere saranno offerti approfondimenti per evidenziarne le vicende storico-artistiche, i legami con il luogo e con il territorio, gli aspetti curiosi. Il visitatore potrà scegliere la propria modalità di visita secondo il proprio livello di interesse. La chiesa sarà accessibile anche dal museo e verrà corredata di apparati testuali e iconografici di narrazione in continuità con il percorso espositivo. In tal modo sarà favorito un maggiore coinvolgimento emotivo e multisensoriale del visitatore; per facilitare ulteriormente la comprensione della complessità della struttura dell’altare saranno messi a disposizione del pubblico, apparati testuali e iconografici che spieghino l’ambizioso progetto vasariano».

Quando sarà possibile vederla

Appuntamento per venerdì 8 aprile, alle ore 10.30, per l’inaugurazione del nuovo allestimento museale, in cui si collocano anche diverse sale dedicate all’opera del Vasari. Traguardo, ma non arrivo, di un percorso iniziato con l’ottava edizione del censimento dei “Luoghi del Cuore” avviato dal Fai, Fondo per l’ambiente italiano, nel 2016. Oltre al contributo del Fai, sono stati fondamentali anche gli aiuti forniti dal Comune di Bosco Marengo, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione Crt, della Sogin s.r.l., del contributo per la progettazione del Ministero degli Interni, della Fondazione CrAl e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni artistici dell’Alessandrino. Importante anche il contributo della Prefettura di Alessandria per il restauro delle opere mobili e alla messa in sicurezza del passaggio tra museo e chiesa. Per scoprire gli orari di apertura e la proposta completa del museo di Santa Croce è possibile visitare il sito www.museosantacroce.it.

Una sala museale dedicata

Nell’ambito del 450° anniversario della morte di San Pio V, il museo di Santa Croce avrà un nuovo allestimento, con un percorso e diverse sale dedicate all’opera vasariana.

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Scopriamo insieme la “Macchina” vasariana

  1. Il Giudizio universale
    Pala d’altare collocata sul fronte rivolto verso il popolo dai Dio. Da notare come, nella metà inferiore, una delle figure principali sia l’Arcangelo Michele che, con la spada, divide i buoni dai malvagi. Al suo fianco, inginocchiato, lo stesso Pio V, calvo e con una lunga barba bianca, che scelse il nome “Michele” al momento della professione religiosa.

2. Episodi dell’Antico Testamento

3. Tabernacolo

4. Episodi del Nuovo Testamento

5. Stemma papale di Pio V

6. Scene dei miracoli dei Santi domenicani (Sul fronte rivolto verso il coro)

7. Santi dell’ordine domenicano (sul fianco destro: San Domenico e Sant’Antonino. Sul fianco sinistro: San Vincenzo Ferreri e San Tommaso d’Aquino)

8. Martirio di San Pietro da Verona (Pala d’altare collocata sul fronte rivolto verso il coro. Questa pala d’altare conserva ancora la cornice originaria in legno dorato, così come progettata               dal Vasari. La pala del Giudizio, al contrario, ha una cornice di epoca successiva, più elaborata e sfarzosa)

Testi tratti realizzati in collaborazione con l’architetto Stefano Pezzato – Comune di Bosco Marengo
Fotosimulazione dell’allestimento museale a cura dell’architetto Loredana Iacopino
Impaginazione e grafica cura di Giorgio Ferrazzi

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