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Testimoni e profeti

Giornata Missionaria Mondiale

Aprirsi per uno sguardo attento all’umanità intera

Il mese di ottobre, particolarmente dedicato alla preparazione alla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, fa riferimento proprio al mandato che la Chiesa ha da sempre che è quello di diffondere il Vangelo, di annunciarlo con la vita. Come diceva papa Paolo VI, la Chiesa quando prende coscienza di sé diventa missionaria. Cioè capisce chi è nella misura in cui si spende per annunciare il Vangelo. La coerenza di vita della propria identità è già una profezia.

Allora, il tema proposito per la Giornata Missionaria 2021 è “Testimoni e profeti“. Si tratta delle terza tappa di un itinerario triennale di formazioni missionaria. Siamo partiti nel 2019 con “Battezzati e inviati”, seconda tappa nel 2020 “Tessitori di fraternità”, e infine “Testimoni e profeti”. Il Regno di Dio si costruisce e si consolida ogni giorno, dove il cuore della gente e dei cristiani è a cuore aperto, disponibile e generoso. Dove si vuole vincere l’egoismo, dove si cerca di estirpare il male del mondo, dove si aiuta l’altro: tutti a non ripiegarsi su se stessi. Credo che sia anche questo il senso del cammino sinodale appena cominciato.

Nel messaggio di papa Francesco, siamo esortati a diventare “testimoni e profeti”, con lo stesso coraggio di Pietro e Giovanni, che davanti ai capi del popolo non hanno paura di dire: «Voi ci avete vietato di annunciare e parlare di Gesù, noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Il Papa nell’Evangelii Gaudium (25) dice: «Noi che siamo la Chiesa abbiamo l’invito pressante a vivere in uno stato permanete di missione».

Sono stati tanti i missionari che hanno annunciato nei secoli il Vangelo e lo hanno fatto in modo particolare con la vita. Sono diventati annunciatori ed evangelizzatori credibili, hanno lasciato la terra e la famiglia perché il Vangelo potesse raggiungere altri popoli e luoghi. L’impegno missionario caratterizza tutte le comunità, dalle più grandi alle più piccole, in qualunque luogo del mondo. Chi si adopera ad annunciare il Vangelo, e il tema della Giornata Missionaria è «non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato», è invitato ad aprirsi agli altri, a tutti, ad avere uno sguardo aperto e un’attenzione all’umanità intera. Attraverso la preghiera, e questo avviene già ogni qual volta ci riuniamo nel nome del Signore, e nello stesso tempo esprimere con la solidarietà l’attenzione alle giovani chiese.

Ho accennato alla testimonianza credibile dei cristiani: pochi giorni fa a Missio ho incontrato padre Christian Carlassare, un missionario comboniano, che è stato eletto vescovo di Rumbeck, città del sud Sudan. Tra il 25 e il 26 di aprile, padre Christian è stato ferito gravemente alle gambe. Un giovane vescovo di 43 anni, missionario comboniano che da tempo svolge il suo servizio, viene colpito alle gambe proprio perché rappresenta una minaccia per chi considera anche le comunità e le diocesi un luogo per esprimere potere e gestire denaro. Padre Christian è chiamato proprio a una delicatissima opera di mediazione, ed è chiamato a essere vescovo, portatore del Vangelo, in un luogo di tensioni e di ingiustizia. La sua testimonianza ha davvero una forza straordinaria, e me lo ha detto, stringendomi la mano: «Comunque vada io devo partire, devo raggiungere questo Paese. La mia vita l’ho già offerta a questo popolo, e comunque vada io sono un prete felice».

don Valerio Bersano

Per sostenere le missioni serve la solidarietà di tutti

Per vivere al meglio l’Ottobre missionario, non si può prescindere dalla solidarietà e dal dono. A ricordarlo sono le Pontificie Opere Missionarie (Pom), che in Italia fanno parte della Fondazione Missio e hanno il compito di dare voce alle necessità della missione universale della Chiesa. Nello spirito di solidarietà missionaria fra antiche e giovani Chiese, le Opere, per mandato particolare del Papa, si attivano a promuovere nella Giornata missionaria mondiale – il prossimo 24 ottobre – una speciale raccolta di aiuti a favore dei missionari e delle Chiese di missione più bisognose e dimenticate.

Le offerte raccolte – lo scorso anno oltre 110 milioni di euro in tutto il mondo, a cui i fedeli italiani hanno contribuito con più di sei milioni – vanno a costituire un fondo universale di solidarietà grazie al quale le Pom contribuiscono a mantenere la comunione e la fraternità tra le Chiese di tutto il mondo. L’originalità e la forza di questo fondo stanno anche nella capacità di arrivare nei luoghi più dimenticati e nelle situazioni più difficili, proprio raggiungendo quelle realtà missionarie che non hanno altri modi di ricevere aiuti, perché prive di legami con particolari parrocchie o diocesi sostenitrici, e senza collegamenti con specifici istituti o associazioni.

Attraverso le Pom, ogni Chiesa, anche la più piccola, la più giovane, la più povera, ognuna in misura delle proprie possibilità, può condividere con gioia e responsabilità le necessità delle altre, in ordine ai bisogni pastorali fondamentali come, ad esempio, la formazione dei seminaristi, dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, dei catechisti locali, la costruzione e il mantenimento dei luoghi di culto, la fornitura di adeguati mezzi di trasporto. Insomma, la solidarietà vissuta attraverso le Pom aiuta tutte le missioni cattoliche nel mondo, a garanzia del fatto che non vi sia alcuna giovane Chiesa che venga dimenticata o trascurata.

Se aumentano le necessità nelle Chiese più piccole e lontane, si nota anche una loro progressiva crescita nell’impegno economico verso le Chiese sorelle in situazioni di bisogno. Attraverso la scelta di sostenere con la preghiera e mediante la solidarietà le tantissime comunità, cerchiamo di credere e operare nella Chiesa attraverso tutto ciò che parla della scelta preferenziale dei poveri, non con molte iniziative, ma con lo stile di chi è chiamato a vivere e operare nella comunità cristiana con spirito di una grande famiglia.

Da “Avvenire” di sabato 9 ottobre
Valerio Bersano, Segretario nazionale della Pontificia Opera Propagazione della Fede

Leggi anche il messaggio di papa Francesco

E poi ancora:

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