Care lettrici,
cari lettori,
apriamo questo numero con Gelindo, personaggio che da 101 edizioni accompagna e rende ancora più lieto il Natale degli alessandrini dal palco del Teatro San Francesco. Nell’intervista qui a lato, Luca Visconti, figlio dell’architetto Luigi Visconti (che noi di Voce ricordiamo sempre con affetto e riconoscenza), ci aiuta a entrare nel “mistero” di Gelindo, un semplice pastore alessandrino che si imbatte, suo malgrado, in una storia che sconvolge la Storia.
Un evento inaspettato, che lo scombussolerà e gli farà scoprire quella Presenza che salverà il mondo. «Intanto si riparte con l’amare questo spettacolo, altrimenti non saremmo qui» ci racconta Luca nel suo dialogo con il nostro Alessandro Venticinque. «C’è un gruppo che porta avanti questa iniziativa e trascina a sua volta tutti gli altri». E conclude: «Da una parte c’è l’emozione, dall’altra il pragmatismo. Ma si parte sempre dall’affezione, che è veramente tanta…».
Partire dall’affezione: mi ha colpito questa affermazione, quando l’ho letta perché mi ha obbligato a farmi una domanda: ma io da dove parto, nelle cose che faccio? Le risposte sono tante: dal senso del dovere, dall’istinto, dal desiderio di soddisfare una voglia o da un mix, spesso indistinto, di tutti questi elementi… ma partire dall’affezione e basta, dall’affezione pura, quando mi succede? E che cosa significa veramente “affezione”? Mi viene in aiuto uno dei più grandi educatori del ‘900, don Luigi Giussani, che così scriveva: «La conoscenza implica un’affezione, implica un contraccolpo che si chiama affezione, affectus. La nostra anima è toccata».
L’affezione come esito di un contraccolpo: qualcosa che ci colpisce da fuori (non dobbiamo inventarci nulla) e ci porta a conoscere veramente ciò che abbiamo davanti. Come Gelindo di fronte alla nascita di Gesù: un imprevisto trattato inizialmente con un po’ di sospetto, e che via via diventa sempre più un affidarsi, un affetto. Anzi, un’affezione: come quella dimostrata dagli amici dell’Associazione San Francesco, che ogni anno si impegnano per raccontarci la vicenda di un pastore “mandrogno” che si ritrova al cospetto del Re dei Re. E gli si affeziona.
Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
