Vi preghiamo, fratelli, di avere riguardo per quelli che faticano tra voi, che vi fanno da guida nel Signore e vi ammoniscono; trattateli con molto rispetto e amore, a motivo del loro lavoro. Vivete in pace tra voi. Vi esortiamo, fratelli: ammonite chi è indisciplinato, fate coraggio a chi è scoraggiato, sostenete chi è debole, siate magnanimi con tutti. Badate che nessuno renda male per male ad alcuno, ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti. Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.
Commento del vescovo
I primi versetti di questo brano ci fanno pensare con gratitudine ai nostri sacerdoti, che hanno accolto il compito di guidare le nostre comunità in un tempo avaro di successi pastorali e molto faticoso da vivere per la diminuzione della stima nei confronti del sacerdozio, per la conseguente diminuzione del numero dei sacerdoti ed il forte aumento del carico di lavoro. Preghiamo per i nostri sacerdoti, non facciamo mancare loro il nostro supporto materiale, psicologico, affettivo, spirituale. Il secondo passaggio è vivere in pace tra noi: chiediamo anche questo con fede e determinazione. Prima ancora della vicinanza a chi è scoraggiato e a chi è debole e di un invito alla magnanimità nei confronti di tutti, San Paolo chiede di ammonire chi è indisciplinato. Perché? Lo si potrebbe vedere quasi come una contraddizione: ammonendo chi è indisciplinato io non sarei veramente magnanimo nei confronti di tutti. Tuttavia in una comunità l’impegno di ciascuno a favore degli altri può essere vanificato dall’indisciplina ovvero dall’azione di alcuni che agiscono in modo scoordinato rispetto al resto del corpo di Cristo che è la Chiesa. Le esortazioni qui riportate sono molto semplici e vanno meditate personalmente e comunitariamente per capire se le riusciamo ad incarnare adeguatamente oppure se dobbiamo compiere un cammino di miglioramento. Resta il fatto che l’invito è pressante verso il bene, la letizia, il ringraziamento, quasi come un prolungamento dell’atto creativo di Dio e una risposta ad esso.
Preghiera
Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell’amore, lo Spirito del tuo Figlio.
Fa’ che la Chiesa Alessandrina si rinnovi nella luce del Vangelo. Rafforza il vincolo dell’unità fra i laici e i presbiteri, fra i presbiteri e il nostro Vescovo Guido, fra i Vescovi e il nostro Papa Francesco; in un mondo lacerato da discordie la tua Chiesa risplenda segno profetico di unità e di pace.
Padre nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
