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L’esame e il sogno

Il percorso degli aspiranti avvocati

I giorni che precedono il Natale sono lo scenario che ogni anno fa da sfondo ad un vero e proprio rito di massa: la prova scritta dell’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato.

Migliaia di giovani (solo in Piemonte, più di 1.700 ogni anno) si radunano, nelle città sede di Corte d’Appello, per sostenere le tre prove d’esame, che si articolano in tre giorni consecutivi e consistono nella redazione di un parere in materia civile, di uno in ambito penale e nella stesura di un atto giudiziario nell’ambito, civile, penale o amministrativo, scelto dal candidato.

Per ogni prova sono a disposizione sette ore di tempo, ed è ammessa la consultazione di codici che, oltre alla norma di Legge, riportano anche una raccolta le principali massime giurisprudenziali relative ad ogni istituto.

Scopo dell’esame è quello di valutare le competenze pratiche dei candidati: le tracce, infatti, spesso, vertono su argomenti poco consueti nei programmi di studio universitari, e richiedono di destreggiarsi nell’interpretazione della giurisprudenza, allo stesso modo in cui i professionisti, nella vita reale, sono chiamati a confrontarsi con le mille sfaccettature di un sistema giuridico sempre più complesso.

Si tratta di un test particolarmente impegnativo, sotto più aspetti: oltre alle difficoltà di ogni prova concorsuale (saper gestire lo stress di una tre giorni fatta anche di attese estenuanti e riuscire a concentrarsi in un’aula tanto gremita), i candidati, che per diciotto mesi hanno già svolto la pratica professionale in uno studio legale, devono sostenere l’ingente spesa per l’acquisto dei codici (che ogni anno vengono rinnovati e riferiti) e per la trasferta nella città sede di esame. Anche il dispendio di tempo è oneroso: i risultati degli scritti saranno comunicati a luglio, mentre le prove orali si svolgeranno da settembre a dicembre 2017.

Il sistema, già oggi molto selettivo (superano lo scritto il 30-35% dei candidati, ma solo il 10-12%, dopo gli orali, otterranno l’ambito titolo), sarà completamente ridisegnato a partire dal prossimo anno: non sarà più ammesso l’ausilio dei codici commentati e saranno introdotte più materie obbligatorie all’esame orale.

Cambieranno le regole, ma non le ansie e le speranze degli aspiranti avvocati.

Eugenio Licata

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