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Tra immigrazione e Islam

Monsignor Sequeri analizza le nuove dinamiche sociali d’Europa

La fondazione internazionale “Oasis” di Venezia, presieduta dal cardinale Angelo Scola, ha appena pubblicato con l’editore Marsilio il nuovo numero della rivista appunto intitolata “Oasis”, dedicato a “Tra immigrazione e Islam. L’Europa si ripensa” (pp. 143, euro 15). Si tratta di temi che dopo i recenti attentati di Berlino e Istanbul risultano di drammatica attualità.

Monsignor Pierangelo Sequeri, Preside dell’Istituto “Giovanni Paolo II” per gli studi su matrimonio e famiglia a Roma, rimarca il ruolo storico di integrazione svolto dal nostro continente, oggi scalfito dall’insofferenza per il diverso. Ma va chiarito che la cultura europea «non saranno i “barbari” che la faranno morire, è la sua “liquefazione” che la rende sterile» (p. 16). In questo il cristianesimo gioca un ruolo fondamentale nello smontare «la religione globale del denaro» (p. 21) che la tiene prigioniera.

Gli interessanti contributi sulla Siria e sul Sahel vanno a portare l’attenzione sulle radici remote dell’immigrazione, spiegando, come fa lo scrittore Emilio Manfredi, che «la grandissima maggioranza dei migranti sulla rotta del Mediterraneo centrale non proviene da contesti di guerra o carestia» (p. 34).

L’economista Giulio Sapelli sottolinea che la realizzazione di un Piano Marshall proprio per il Mediterraneo è sì auspicabile, ma è realizzabile solo ripensando al concetto di proprietà sulla base del principio di solidarietà, come indicato dall’enciclica “Caritas in veritate” di Benedetto XVI. Così la sociologa belga Brigitte Maréchal incoraggia l’elaborazione di una nuova cultura comune rinegoziando «un vivere insieme in cui ciascuno acconsenta a concedere qualcosa in favore di una collettività rinnovata, che tenga conto dei nuovi pluralismi, ma anche della necessità di far emergere un nuovo senso di appartenenza comune, un’identità di destino» (p. 61).

Concludono il fascicolo una serie di recensioni sull’argomento e un reportage dal Libano della giornalista Rolla Scolari.

Fabrizio Casazza

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