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Ricordando Carlo Torriani

In questi giorni di aprile ricorre il cinquantanovesimo anniversario della scomparsa (17 aprile 1958) di uno dei protagonisti della vita civile della nostra città, oltre che di uno dei più insigni rappresentanti del cattolicesimo alessandrino: Carlo Torriani. E’ giusto ricordarlo in questa rubrica, perchè, tra le infinite manifestazioni del suo impegno vi fu anche l’attività giuridica: alla laurea in Legge, conseguita brillantemente a Torino nel 1911, fece seguito una intensa attività sindacale a tutela dei diritti dei lavoratori.

Ma chi era Carlo Torriani? Il nome dice poco ai più giovani, come, del resto, suonava sconosciuto anche a chi scrive. Sono però sufficienti anche poche note biografiche per comprendere la grandezza del personaggio, la sua levatura e la sua eredità.

Nato a Susa nel 1889, e, come detto, laureatosi in giurisprudenza a Torino, il giovane Carlo Torriani intraprese la carriera giornalistica, scrivendo sulle tante testate cattoliche che, in un clima dominato dall’anticlericalismo di stampo liberale, massonico e socialista, cercavano di far permeare nella società la voce ed i valori di una Chiesa Cattolica che, al tempo, pareva essere destinata a rimanere emarginata dalla vita sociale del Paese.

Giunto nel 1912 in Alessandria (il padre era originario di Castelceriolo), Torriani si lancia in una infaticabile attività di apostolato, curando, in tutta la diocesi, la diffusione dell’Azione Cattolica e coordinando l’azione dei cattolici in politica (fu stretto collaboratore di Don Sturzo) e nel sindacato. I suoi diari testimoniano di un’attività frenetica, piena di entusiasmo giovanile e di determinazione, in un quadro di difficoltà inimmaginabili: al tempo non era raro che le processioni solenni venissero disturbate ed interrotte, ed ogni riunione di cattolici correva il rischio di essere oggetto della violenza anche fisica da parte delle forze avverse.

Sul volgere del 1920 inizia il suo impegno presso il nostro giornale (allora con la testata “L’ordine”) di cui assume la direzione. Sono anni eroici: Torriani, nemico di ogni violenza e autoritarismo, affronta il sorgere del fascismo senza fare sconti. Solo la minaccia delle autorità ed il pestaggio delle “squadracce” riuscì, nel 1924, ad allontanarlo ed a costringerlo ad un doloroso silenzio.

L’impegno civile, amaramente interrotto, sublimò nella scoperta di una chiamata ancora più alta: fu così che Torriani, tra lo stupore e l’ammirazione di tutti, arrivò al sacerdozio nel 1935: dalle pagine del giornale di allora emerge tutto l’affetto di Alessandria per questo suo grande figlio chiamato all’altare. Nella sua nuova veste partecipò eroicamente alla Resistenza e fu tra i protagonisti della liberazione di Alessandria.

Eugenio Licata

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