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Volontariato – «Fare Consulta è condividere la propria opera con gli altri».

Federico Violo, 31 anni, è laureato in giurisprudenza ed è Patrocinatore legale. È stato eletto presidente della “Consulta comunale del volontariato sociale di Valenza” per la prima volta nel 2014, e ora sta portando a termine il suo secondo mandato, iniziato nel 2016.

Violo, quando nasce la Consulta?

«Nasce nella seconda metà degli Anni 80, dalla volontà di alcune associazioni di costruire una rete in grado di affrontare alcune attività insieme. All’inizio degli Anni 90 il Comune di Valenza ha sentito il bisogno di “comunalizzare” la Consulta».

Cioè?

«Oggi la Consulta è comunale, cioè ha un proprio regolamento dato dal Comune di cui è per certi versi un’articolazione. Le cariche sono elettive, a libera scelta delle associazioni di volontariato. Il Comune non vota, ma partecipa alle nostre riunioni».

Quali i vantaggi da questa collaborazione tra pubblico e privato?

«Grazie a questa collaborazione le associazioni possono conoscere nuove realtà di bisogno, anche grazie all’ampia veduta dell’amministrazione».

Lei quando è arrivato alla Consulta?

«Nel 2013, grazie all’esperienza nella parrocchia del Duomo di Valenza e all’esempio di alcune figure che definirei profetiche. Penso per esempio a Gianmaria Illario o a Piero Piccioni, che avevano capito trent’anni fa quali fossero le esigenze del volontariato di adesso. Ci hanno indicato una via in un momento in cui il volontariato valenzano non era una rete come oggi. Prima era più facile coltivare il proprio orticello… adesso non è possibile perché i bisogni sono aumentati e le risorse sono diminuite».

Come rispondete ai bisogni della città?

«Abbiamo chiesto alle associazioni quali fossero i propositi che non erano mai riuscite a realizzare. Da qui abbiamo ricavato quattro progetti che cercheremo di realizzare nel corso dell’anno. Sono ispirati alle parole di papa Francesco: bisogna accogliere il bisognoso cercando di conoscere la sua storia personale, dando così all’accoglienza un significato profondo. E questo ci riporta alla storia del valenzano Beato Gerardo, che faceva il portinaio in un convento passando la vita ad ascoltare gli altri».

Ci parli dei quattro progetti.

«Il primo progetto riguarda la divulgazione di un libretto che raccoglie l’esperienza degli alunni di Opera Pia Pellizzari e i ragazzi disabili del centro diurno disabili di Valenza. Questo libretto ci servirà per ottenere risorse da donare al centro diurno per disabili. Il secondo progetto è un concorso letterario sui temi del mondo sociale. Il terzo progetto vuole dotare l’associazione San Vincenzo di un mezzo per il trasporto dei viveri. Il quarto è ancora in fase embrionale, ma riguarda la formazione di animatori. Un’opportunità per aprire il volontariato ai più giovani».

Data di inizio?

«Non c’è una data d’inizio e nemmeno una data di fine. Questi progetti sono di tutti, non c’è un’associazione che prevale sull’altra. È questo il senso di “fare” Consulta: ognuno condivide la propria opera con gli altri per il bene di tutta la comunità».

Andrea Antonuccio 

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