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Il Contrappello – Stato centrale o province?

Nell’articolo di Avvenire pubblicato mercoledì ho parlato della situazione della provincia italiana. L’Ascom denuncia che 90 paesi della provincia di Torino sono rimasti senza esercizio commerciale, invece nel capoluogo lavorano mille ristoranti in più, ma il bilancio resta negativo. Questa tendenza si evince in tutte le province del Paese, che tuttavia continua a dichiarare la sua spiccata vocazione turistica. Ma poi mancano le infrastrutture, i politici e gli amministratori confondono i ruoli e si inventano manager, mentre ai tavoli di concertazione gli imprenditori non riescono a fare progetti. L’abolizione a metà delle Province e la sottrazione di poteri alle Camere di Commercio ha creato solo il degrado della provincia e della montagna, perché se un paese perde un negozio, una scuola, una banca o un ufficio postale, presto perderà anche abitanti. I politici dovrebbero chiarire se avremo in futuro uno stato centralizzato o no, se torneranno o spariranno le Province, chi sostiene una posizione e chi l’altra. Questa è un’urgenza su cui lavorare in vista delle prossime elezioni.

Paolo Massobrio 

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