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La Voce dei diritti – La rete senza regole: fra libertà e abuso

Nei giorni scorsi, inaugurando l’anno giudiziario, il Primo Presidente della Cassazione ha presentato le più attuali urgenze della giustizia. Quest’anno l’attenzione è stata rivolta ad Internet: il web ed i comportamenti dei “navigatori” – è stato osservato – necessitano di una maggiore, e più specifica, attenzione da parte del mondo del diritto. In effetti, sulla Rete assistiamo a fenomeni difficilmente sovrapponibili alle tradizionali categorie del diritto civile e penale: giusto giovedì scorso ne abbiamo avuto dimostrazione. Ma lasciamo la parola ai fatti. Padre Angelo Bellon, domenicano, è il rettore della chiesa detta di Santa Rita, in via Plana: come nel carisma del suo Ordine, è molto attivo nella predicazione: insegna, tra l’altro, nei seminari di Alessandria e Genova. Da qualche anno ha un sito, amicidomenicani.it, in cui, rispondendo ai quesiti degli utenti, tratta di ogni argomento legato alla fede e, in particolare, alla morale, ambito nel quale ha una comp e t e n z a indiscussa. Fedele al motto di praticare “la carità nella verità”, non si sottrae a nessuno e, sempre fedele al Magistero, affronta, con serenità, anche le questioni più scabrose ed imbarazzanti. Il suo sito, ad oggi, conta più di venti milioni di visite. Vincenzo Maisto, in arte “Il signor Distruggere” è un acclamato blogger, titolare di una pagina Facebook con settecentomila seguaci (pari alla somma dei lettori del Corriere e di Repubblica). La sua specialità è quella di estrapolare dai forum femminili i messaggi più ridicoli, offrendo al suo pubblico uno spaccato di vita reale fatto di stupidità, superstizione, ignoranza, pratiche francamente rivoltanti, come l’uso del latte materno rappreso per realizzare monili, oltre ad una manifesta ignoranza delle pratiche contraccettive. Lo sfottò ha conseguito una sua dignità dopo l’accigliato intervento, su Repubblica, di due antropologhe, secondo le quali la stupidità delle donne intercettate da Maisto è, in realtà, il portato di un maschilismo interiorizzato e, ça va sans dire, di un residuo della perniciosa morale cattolica. Il 25 gennaio scorso il “Signor Distruggere” ha condiviso, con il commento «Quel tuffo nel medioevo che tanto ci piace» un articolo in cui il nostro Padre Angelo affrontava il tema della purezza nel rapporto tra fidanzati. Ciò è bastato per generare un “flame”, ovvero la scatenata reazione dei lettori, che si sono affrettati a lasciare, ognuno, il proprio commento. In poche ore 2.658 persone hanno detto la loro: e si tratta di espressioni talmente pecorecce da non poterne citare nessuna. Una vera e propria gogna, una lapidazione con migliaia di sassi informatici: è libertà di pensiero? O diffamazione? È il libero pensiero di singoli o il boato d’una folla che ha trovato su Facebook il suo “tumulto del pane”? Domande a cui occorrerà, un giorno, dare risposta. Intanto, c’è da augurarsi che, tra uno strale e l’altro, qualche lettore abbia compreso il messaggio del pio frate: e che questo basti, come il «Tolle et lege» di Sant’ Agostino, per spalancargli gli occhi a quella Verità che è Libertà.

Eugenio Licata

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