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Il Vangelo e la biro – Terra Mala

“Dio disse…”. Questa espressione, che ritma il racconto della creazione nel primo capitolo della Genesi, ritorna dieci volte a indicare la completezza: tutto ha origine nella parola che Dio pronuncia. Il vertice sarà la creazione dell’essere umano: “Dio vide che era cosa molto buona”. L’Adam plasmato con la polvere del suolo è quindi strettamente legato alla terra e al suo destino. In questi giorni, la Terra dei fuochi, chiamata la “terra mala” è tornata all’attenzione della cronaca per l’ennesimo protocollo d’intesa firmato dal governo dopo i ripetuti incendi dolosi delle discariche. Questo territorio, tra Napoli e Caserta, è dalla fine degli anni ’80 il simbolo di un lento e rovinoso avvelenamento avvenuto a causa dello sversamento nel sottosuolo dei rifiuti tossici provenienti da aziende del Nord. Un’attività illecita cresciuta, a discapito della salute dei residenti ed in particolare dei bambini, grazie ad un patto scellerato tra la camorra e amministratori corrotti. Nel nostro paese questo rimane uno dei più grandi e colpevoli disastri ambientali. Il Papa ci invita ad ascoltare la protesta della terra «per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. (LS,2). È un imperativo, pertanto, tutelare la grandezza del creato e celebrare con animo riconoscente l’opera di Dio.

Roberto Massaro

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