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Il destino è solo nelle nostre mani

“La testa e la pancia” con Silvio Bolloli

Silvio, partiamo dalla pesante sconfitta del Como, nel recupero in terra sarda, contro l’Olbia per 3 a 0. Adesso cosa cambia per i Grigi?

«Cambia tutto, perché la vittoria dell’Olbia contro il Como ha sancito il fatto che adesso il destino è solo nelle mani dell’Alessandria. Nessuno si aspettava una vittoria così importane e rotonda da parte dell’Olbia, e questo ci fa pensare, al di là dei risultati, che i lariani siano davvero in difficoltà».

Completamente opposto, invece, l’umore e lo stato di salute dei Grigi. Reduci dalla sofferta, ma fondamentale, vittoria contro la Pro Sesto…

«La sensazione è che stiamo vivendo, questa volta al contrario, ciò che era successo cinque anni fa contro la Cremonese. In questo caso siamo noi che risaliamo la china, e chi ci precede sembra in evidente sofferenza. Domenica non è stata una partita facile, direi che ha confermato il momento di grazia dell’Alessandria, ma anche il fatto che in questo campionato non c’è nulla di scontato. In questo momento, l’errore più grande che i Grigi potrebbero commettere sarebbe quello di sentirsi già in Serie B».

Adesso la classifica recita Como 66, Alessandria 65, Pro Vercelli 61 (con una gara in meno). Dobbiamo guardarci le spalle?

«Occorre solo guardare avanti, l’Alessandria la gara la deve fare su sé stessa, nemmeno più sul Como. L’obiettivo dev’essere evidente: vincere tutte e tre le restanti partite, senza neanche pensare a ipotetici play off. Adesso, è una gara su sé stessa».

Domenica i Grigi scenderanno in campo al “Mocca” contro la Pergolettese, mentre il Como andrà in scena a Livorno. Cosa ti aspetti da queste sfide?

«Al Como non penso più, perché la partita con l’Olbia ha certificato che la squadra è in difficoltà. E lo dico anche se i lariani dovessero vincere a Livorno. Ho pensato al Como fino a mercoledì, d’ora in poi penso solo ai Grigi. Domenica, senza “se” e senza “ma”, l’imperativo è vincere».

Ad Alessandria, la Serie B manca da quarantacinque anni. È lecito sognare o è meglio stare con i piedi ancorati a terra?

«Sognare è lecito ed è anche bello (sorride). Però, occorre farlo avendo ben presente che questo sogno non si è ancora realizzato. Quello che stiamo vivendo ci dimostra la bellezza e l’imprevedibilità del calcio. Quando nel 2016/2017 avevamo 11 punti di vantaggio sulla Cremonese e la B ci sembrava cosa fatta, abbiamo fallito. Oggi, che fino due mesi fa non vedevamo le premesse per “salire”, è bastato poco per cambiare tutto, ed essere in corsa per la vetta. Questo è il bello del calcio: alla fine il campo smentisce chiunque, e l’imprevedibilità riesce sempre sorprenderci. Stiamo concentrati sulle prossime partite, fino all’ultimo istante. E non smettiamo di sognare!».

Alessandro Venticinque

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