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Diamo un occhio agli occhi/2

La pediatra Sabrina Camilli

Nella scorsa puntata del nostro speciale dedicato alla salute degli occhi dei nostri figli e nipoti, realizzato grazie ai preziosi consigli della dottoressa Sabrina Camilli. Abbiamo imparato cosa sono lo “Stereo test” o “test di Lang” e l’oftalmoscopio, a che età fare i primi controlli della vista con il pediatra, quando si farà la visita con la tavola ottotipica. Proseguiamo oggi cercando di capire quali sono le principali patologie degli occhi dei bambini e come notare le prime avvisaglie.

Dottoressa, a che cosa un genitore deve prestare attenzione? Quali segnali non deve farsi sfuggire?

«Per noi pediatri è importante chiedere ai genitori se il bambino ha eventuali difficoltà nella visione. Possono essere utili alcune domande, da porre a mamma e papà entro il primo anno di età del piccolo: ne elenco alcune a titolo esemplificativo. Il bambino fissa il volto della mamma? Il suo sguardo segue il movimento degli oggetti? Ha una apparente strabismo? I suoi occhi lacrimano spesso? Lamenta difficoltà e problemi nel sopportare la luce? Dopo il primo anno di età, solitamente si chiede ai genitori se secondo loro il bambino vede bene».

E come si fa capire se un bambino non vede bene?

«Per esempio se si avvicina molto allo schermo della tv, oppure se può dare accenni di strabismo quando guarda i libretti con le figure, o ancora se tiene la testa inclinata da un lato. Altri segnali da non sottovalutare sono se si stropiccia spesso gli occhi o se sopporta a fatica la luce. Inoltre non bisogna dimenticare di chiedere ai genitori se il bambino soffre di mal di testa ricorrenti oppure lamenta una certa stanchezza dopo aver disegnato o guardato la tv».

Quali sono le principali patologie a cui possono andare incontro i bambini in età pediatrica?

«In età prescolare i problemi della vista non diagnosticati sono abbastanza frequenti: interessano infatti tra il 5 e il 10 percento dei bambini. La maggior parte di essi è affetto da strabismo e da ambliopia: il cosiddetto “occhio pigro”, che viene usato meno e mostra quindi una ridotta capacità visiva. L’intervento precoce dà quasi sempre buoni risultati e porta nella maggior parte dei casi un miglioramento. Se ci sono dubbi, una visita oculistica intorno ai tre anni oppure prima dell’inizio della scuola primaria è assolutamente consigliabile»

Ci sono forme di prevenzione utili, che i genitori possono mettere in pratica fin da subito?

«Per tutti i bimbi che non sopportano il riverbero intenso della luce, io consiglio occhialini scuri e cappellini. E naturalmente, suggerisco di passare il minor tempo possibile su cellulari, tablet e davanti alla tv».

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