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Roma 18-5-2015 Papa Francesco apre i lavori dell' assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana Ph: Cristian Gennari/Siciliani

Papa Francesco – «Sembra che il Grande Accusatore si sia sciolto e ce l’abbia con i vescovi»

Meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Sarthae di martedì 11 settembre 2018

«In questi tempi sembra che il Grande Accusatore si sia sciolto e ce l’abbia con i vescovi», cercando «di svelare i peccati, che si vedano, per scandalizzare il popolo». Ma «la forza del vescovo — uomo di preghiera, in mezzo al popolo e che si sente scelto da Dio — contro il Grande Accusatore è la preghiera, quella di Gesù su di lui e quella propria». È una preghiera «per i nostri vescovi: per me, per questi che sono qui davanti e per tutti i vescovi del mondo» che Papa Francesco ha chiesto celebrando, martedì 11 settembre, la messa a Santa Marta. E ai vescovi ha raccomandato di essere sempre «vicino al popolo di Dio, senza andare verso una vita aristocratica» che toglie la loro «unzione» e senza fare l’«arrampicatore» o «cercare rifugio dai potenti e dalle élite».
[…] «Sono tre cose — ha affermato Francesco in proposito — che colpiscono dell’atteggiamento di Gesù». Anzitutto «che Gesù prega». Scrive l’evangelista Luca: «Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio». Il «secondo» atteggiamento è che «Gesù sceglie: è Lui a scegliere i vescovi». E, «terzo, Gesù scende con loro in un luogo pianeggiante e trova il popolo: in mezzo al popolo». Proprio queste, ha chiarito il Pontefice, sono le «tre dimensioni dell’ufficio episcopale: pregare, essere eletto e essere con il popolo».
«Gesù prega, e prega per i vescovi» ha proseguito il Papa. «È la grande consolazione che un vescovo ha nei momenti brutti: Gesù prega per me. In questo momento, Gesù prega per me». Del resto «lo ha detto esplicitamente a Pietro: “Io pregherò per te, perché la tua fede non venga meno”». Infatti, ha insistito Francesco, Gesù «prega per tutti i vescovi. In questo momento, davanti al Padre, Gesù prega. Il vescovo trova consolazione e trova forza in questa consapevolezza che Gesù prega per lui, sta pregando per lui». E «questo lo porta a pregare». Perché «il vescovo è un uomo di preghiera».
«Pietro aveva questa convinzione — ha fatto notare il Pontefice — quando annuncia al popolo il compito dei vescovi: “A noi la preghiera e l’annuncio della parola”. Non dice: “A noi l’organizzazione dei piani pastorali”». Spazio alla «preghiera e all’«annuncio della parola», dunque. In questo modo «il vescovo si sa protetto dalla preghiera di Gesù, e questo lo porta a pregare». Che del resto «è il primo compito del vescovo. Pregare per il popolo di Dio, per se stesso, per il popolo di Dio. Il vescovo è uomo di preghiera».
«La seconda dimensione che vediamo qui — ha continuato il Papa — è che Gesù “scelse” i dodici: non sono loro a scegliere». E «questo anche nei discepoli: quell’indemoniato a Gerasa voleva andare dietro a Gesù», dopo la liberazione dai demoni. Ma in sostanza Gesù gli rispose «no, io non ti scelgo, tu rimani qui e fai del bene qui». Perché «il vescovo fedele sa che lui non ha scelto; il vescovo che ama Gesù non è un arrampicatore che va avanti con la sua vocazione come fosse una funzione, forse guardando a un’altra possibilità di andare avanti e di andare su». In realtà «il vescovo si sente scelto. E ha proprio la certezza di essere stato scelto. E questo lo porta al dialogo con il Signore: “Tu hai scelto me, che sono poca cosa, che sono peccatore”. Ha l’umiltà. Perché lui, quando si sente scelto, sente lo sguardo di Gesù sulla propria esistenza e questo gli dà la forza».
Insomma, il vescovo è «uomo di preghiera, uomo che si sente scelto da Gesù». E poi come terzo elemento, ha aggiunto Francesco, è «uomo che non ha paura di scendere in un luogo pianeggiante ed essere vicino al popolo: è proprio il vescovo che non si allontana dal popolo; anzi, sa che nel popolo c’è una unzione per il suo mestiere e trova nel popolo la realtà di essere apostolo di Gesù». Ecco «il vescovo che non rimane distante dal popolo — ha affermato il Pontefice — che non usa atteggiamenti che lo portano a essere distante dal popolo; il vescovo tocca il popolo e si lascia toccare dal popolo. Non va a cercare rifugio dai potenti, dalle élite, no. Saranno le élite a criticare il vescovo; il popolo ha questo atteggiamento di amore verso il vescovo, e ha questa, come fosse, unzione speciale: conferma il vescovo nella vocazione».
«Uomo in mezzo al popolo, uomo che si sente scelto da Dio e uomo di preghiera: questa è la forza del vescovo» ha ripetuto il Papa, suggerendo che «fa bene ricordarlo, in questi tempi in cui sembra che il Grande Accusatore si sia sciolto e ce l’abbia con i vescovi. È vero, ci sono, tutti siamo peccatori, noi vescovi». Il Grande Accusatore, ha affermato il Pontefice, «cerca di svelare i peccati, che si vedano, per scandalizzare il popolo. Il Grande Accusatore che, come lui stesso dice a Dio nel primo capitolo del Libro di Giobbe, “gira per il mondo cercando come accusare”. La forza del vescovo contro il Grande Accusatore è la preghiera, quella di Gesù su di lui e quella propria; e l’umiltà di sentirsi scelto e rimanere vicino al popolo di Dio, senza andare verso una vita aristocratica che gli toglie questa unzione».

(da: L’Osservatore Romano,
ed. quotidiana,
Anno CLVIII, n.206, 12/09/2018)

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