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Cardinal Giovanni Angelo Becciu: «Una donna tutta di Dio una donna tutta dei fratelli»

Omelia del cardinal Giovanni Angelo Becciu, prefetto della congregazione delle cause dei Santi, nella Santa Messa di Beatificazione di Madre Clelia Merloni, fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù.

Cari fratelli e sorelle, la parola di Dio che è stata proclamata ci aiuta a cogliere il cuore dell’esperienza umana e cristiana della Beata Clelia Merloni, evidenziando gli elementi essenziali del suo “volto” spirituale. È il volto di una donna la cui esistenza è stata segnata in maniera impressionante da patimenti e tribolazioni: la croce è stata il sigillo di tutta la sua vita! Ma il suo sguardo, specialmente nell’ora della prova, era sempre rivolto a Dio. L’apostolo Paolo, nella seconda lettura, si rivolge ai cristiani di Corinto indicando la carità come la «via più sublime» per conseguire i carismi più grandi, e afferma: «La carità è magnanima, benevola, non è invidiosa, non si adira, non tiene conto del male ricevuto. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta». […] Queste esortazioni sembrano trovare una nuova attualità nella vita della Madre Clelia, che le ha fatte sue in maniera radicale, specialmente quando è stata colpita da calunnie che ne hanno determinato la destituzione dal governo e poi addirittura l’allontanamento dall’Istituto da lei fondato. Fu il periodo del suo calvario. Un calvario personale duro e logorante, fatto di solitudine e di isolamento, di indebolimento della salute e di stenti, al limite della disperazione. Fu il momento dell’incontro con il suo Sposo, Gesù Crocifisso. […]

Ella condivise la ferita del Cuore di Gesù, rispondendo alle ostilità e al disprezzo con la carità. Deponeva ai piedi del Tabernacolo ogni contrarietà: lì era il suo punto di appoggio. Di fronte al Cuore di Gesù riconosceva la sua volontà di riconciliazione con tutti, trovando la forza di perdonare quanti la perseguitavano. […] Non parlò mai a danno di qualcuno, anche di quante, specialmente all’interno della sua Congregazione, le erano ostili; abbracciava le sofferenze, offrendole al Signore e vedendo in esse le varie sfaccettature dell’Amore di Dio nei suoi confronti. […] Il centro della sua fede rimase sempre il Cristo, incontrato soprattutto nel mistero eucaristico, nelle lunghe ore passate in cappella, anche di notte e da malata. Racconta una testimone: «Dopo gravi avvenimenti, si rifugiava in cappella e molte suore anziane che la vedevano riferiscono che si doveva scuoterla con la mano per farla rispondere perché si inabissava nella contemplazione di Dio e in Lui si fermava come in estasi profonda». […]

Le testimonianze sono concordi nell’asserire che pregava continuamente, mantenendo lo sguardo fisso su Dio, scrutando la sua Parola e intrecciando la sua preghiera con ogni sua azione: la sua vita era diventata preghiera. Era talmente attaccata alla preghiera che l’unione interiore con Dio la induceva a saltare i pasti. «Quando le chiedevano: “Madre, come fa a vivere senza mangiare?”, rispondeva che il suo pasto era la preghiera». Ma ecco un’altra linea del volto spirituale della Beata Clelia Merloni: proprio perché donna tutta di Dio, è stata donna tutta dei fratelli, specie i piccoli, i poveri, i semplici, gli indifesi. Il suo amore per Dio non poteva non riflettersi e non incarnarsi nell’amore per l’uomo, immagine viva e palpitante di Dio. Il suo cuore era aperto a tutti, specialmente verso i malati e i sofferenti; seppe fare proprio il bisogno altrui, fino a privarsi spesso del necessario; dimostrò sempre una tenerezza speciale, una compassione innata per ogni sorta di sofferenza, per sovvenire alla quale si sottomise a qualunque disagio e fatica, estinguendo quella sete di carità e di zelo che ardeva in lei. […]

Cari fratelli e sorelle, i Santi e i Beati sono per noi messaggi vivi e vissuti di Dio. Per questo la Chiesa li propone a noi come esempi da venerare e imitare. Apriamoci, dunque, al messaggio che la Beata Clelia Merloni ci trasmette in maniera tanto chiara attraverso la sua vita e le sue opere. Le sofferenze morali l’hanno reso una donna forte e coraggiosa che ha saputo testimoniare l’amore di Gesù in ogni circostanza. Unirsi al Cuore di Gesù trafitto e il voler vivere la passione di Cristo, comporta la consapevolezza che l’abbraccio della Croce è condizione essenziale per far sgorgare la vita attorno a noi e non permettere che prevalga la morte su di essa, l’odio sull’amore, la divisione sulla comunione. La Beata infatti mai si arrese di fronte agli oltraggi e alle calunnie di ogni genere. Reagì espandendo amore ovunque soprattutto verso i più deboli, i più disagiati e adoperandosi per l’assistenza e l’educazione religiosa delle giovani generazioni. […] Care Apostole del Sacro Cuore di Gesù, oggi ci rallegriamo con voi nel vedere ascritta tra le Beate la Madre Clelia. […]Il motto del vostro Istituto, Caritas Christi urget nos – l’Amore di Cristo ci spinge -, vi impegna a fare proprie queste parole di S. Paolo, irradiando amore senza sosta e senza limiti. […]

Ripetiamo insieme: Beata Clelia Merloni, prega per noi!

Basilica di San Giovanni in Laterano Roma
Sabato 3 novembre 2018

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