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Accorgersi

Il Vangelo e la biro

Nell’ottava di Natale la liturgia ci ha proposto il brano di Luca che racconta la presentazione di Gesù al tempio trascorsi gli otto giorni dalla nascita. Possiamo immaginare una giornata qualunque al tempio, con molta gente per i riti ordinari. Solo due anziani, Simeone e Anna, si accorgono che quel bambino è il Messia. E, mentre il primo lo riconosce, alla profetessa Anna tocca anche il compito di indicarlo pubblicamente “parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Lc 2,38). Di questa donna sappiamo solo poche notizie. È vedova da molto tempo, probabilmente senza figli e quindi in una situazione di pesante marginalità sociale. Luca ci dice che “non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere”. La profetessa Anna avrebbe avuto motivi per recriminare eppure, attraverso un cammino di obbedienza durato una vita, sa trasformare questo tempo nel luogo dell’attesa della redenzione di Dio. Ella sperimenta la gioia e la consolazione di trovare rifugio presso Dio. Questa obbedienza le dà la capacità di vedere lo sguardo di Dio dove non sarebbe stato affatto facile vederlo. La presenza del Signore non s’impone, non si manifesta secondo le nostre umane attese. Per accorgersi di Lui, dobbiamo riconoscerlo ed accoglierlo in una vita orientata da un’attesa. Siamo capaci di percepire la presenza di Dio nonostante le contraddizioni di questo tempo e mentre spirano non lontano da noi venti di guerra? Siamo convinti che “Oggi” si compie la Parola che ascoltiamo?

Roberto Massaro

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