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Incontro mondiale delle famiglie: la Diocesi in pellegrinaggio

Parlano Larives Bellora e Diego Lumia, dell’Ufficio famiglia

Diego Lumia e Larives Bellora (nella foto) sono sposati dal 2007, hanno due figli, Pietro e Miriam, e da poco sono stati chiamati a occuparsi dell’Ufficio per la pastorale familiare della nostra Diocesi. Partecipano all’esperienza del Rinnovamento nello Spirito Santo, insieme a diversi amici con cui condividono la vita e la fede. Oggi si trovano ad avere a che fare con l’Incontro mondiale delle famiglie, che si svolgerà da mercoledì 22 a domenica 26 giugno (per seguire l’evento in diretta da Roma: www.romefamily2022.com). Un evento che per entrambi vuole essere la prima tappa del cammino che da settembre in avanti proporranno in Diocesi insieme ai loro collaboratori. Perché, come dicono Larives e Diego, «la famiglia è viva, evviva la famiglia!».

Che cos’è questo Incontro mondiale?

Larives: «Possiamo dire che parliamo di un momento di riflessione, di preghiera e di evangelizzazione che la Chiesa dedica al suo nucleo più importante: la famiglia».
Diego: «Sulla scia di “Amoris Laetitia”, vogliamo riscoprire la bellezza della famiglia, immagine della Trinità e icona dell’amore di Cristo per la sua Chiesa».

Vi sembra che oggi la famiglia sia poco considerata, anche nei nostri ambienti? Se ne parla troppo poco?

Diego: «Nei nostri ambienti se ne parla come oggetto della cura pastorale, mentre dovremmo riscoprirne le risorse e le potenzialità. La famiglia come soggetto della vita della Chiesa e dell’evangelizzazione; la famiglia missionaria come modello di accoglienza per la Chiesa».
Larives: «Secondo noi la famiglia è proprio il punto di ripartenza, anche della nostra Diocesi. Quando la famiglia scopre che Gesù è al centro della sua vita, può attingere la forza e la grazia dell’amore vicendevole, vissuto nella vita quotidiana».

Sì, però oggettivamente la famiglia è in crisi… non si sposa più nessuno, e chi lo fa spesso finisce male… Cosa manca?

Diego: «Manca all’interno della famiglia l’amicizia con Colui che l’ha pensata da sempre, Gesù. Manca, nelle famiglie, “il vino nuovo”, che il Signore come a Cana è sempre pronto a trasformare quando facciamo ciò che Lui ci dice».
Larives: «Come Ufficio famiglia vorremmo intraprendere un percorso di vicinanza alle famiglie, cercando di coinvolgerle in momenti di ascolto, di condivisione e di esperienza dell’amore di Dio, presente come alleato della famiglia».

C’è però oggi, anche tra noi, una difficoltà a capire queste cose e a sperimentarle: come se la Parola di Dio, una volta usciti dalla Messa domenicale, rimanesse appunto una parola tra le altre. Voi che ne pensate?

Larives: «Quella che descrivi è stata un po’ la mia esperienza. Io fin da bambina ho frequentato la parrocchia, la Messa domenicale, le attività in oratorio… avevo dentro di me il desiderio di incontrare il Signore veramente, ma l’idea che mi ero fatta è che Dio fosse come gli idoli pagani: che hanno gli occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non ascoltano, hanno bocca ma non parlano. Poi, grazie all’esperienza che ho vissuto nel Rinnovamento nello Spirito Santo, ho scoperto che il Signore davvero ci risponde e ci ascolta. Sia con i fatti, perché più volte ha risposto alla mia preghiera; sia come “tocco” nel cuore, cioè come esperienza del suo amore personale per me. Proprio una di queste preghiere forti che facevo a Dio era di farmi incontrare una persona con cui condividere la vita tutta intera. E, durante la Giornata mondiale della Gioventù di Colonia, ho conosciuto Diego, che due anni dopo è diventato mio marito!».

Veniamo alla nostra Diocesi…

Diego: «Mercoledì 22 apriremo l’Incontro mondiale con una veglia di preghiera per le famiglie, alle 21, nella parrocchia del Cuore Immacolato di Maria ad Alessandria. E sabato 25, sempre alle 21, faremo un’Adorazione eucaristica a porte aperte nella chiesa di San Giovannino, in corso Roma».

E domenica 26?

Larives: «Domenica alle 15.30 ci ritroveremo in Cattedrale ad Alessandria, e da lì partiremo per un pellegrinaggio che si snoderà per le vie della città. Cantando e camminando insieme, reciteremo il Rosario della famiglia e arriveremo in Cittadella, dove ci saranno testimonianze e momenti di festa e di gioco insieme, anche per i bambini. Le realtà diocesane presenteranno la loro esperienza e la loro proposta».
Diego: «Accanto a tutto ciò, tornerà la Tenda della Misericordia, dove chiunque potrà affidare desideri e preghiere davanti a Gesù eucaristia. Saranno presenti anche dei sacerdoti per le confessioni, o semplicemente per un ascolto. E alle 18.30 il nostro Vescovo celebrerà la Santa Messa, a conclusione della giornata. Una giornata a cui invitiamo chiunque, in qualunque situazione si trovi. Desideriamo essere espressione di una Chiesa accogliente. Gesù ci ama così come siamo».

Andrea Antonuccio

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