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«Accompagnare i giovani al Matrimonio è fonte di felicità»

Le testimonianze in Cittadella

Due “dati storici”: ci siamo sposati il 26 giugno 1983. A maggio (circa due mesi prima del matrimonio) abbiamo incominciato a prepararci, a formarci, per animare con altre coppie i percorsi per la preparazione dei fidanzati (come si diceva allora!) al Sacramento del Matrimonio: un anno d’incontri, riunioni, revisioni di vita pressoché settimanali… siamo poi partiti nella primavera del 1984!
Una cosa dobbiamo confessarla: abbiamo l’impressione che in questo nostro “servizio” spesso abbiamo trovato il nostro tornaconto.

Quante volte il dover riprendere tra noi, per la preparazione e la verifica degli incontri, certe tematiche o argomenti ci hanno costretto a fare esami di coscienza, a metterci “nudi” uno di fronte all’altra, cambiare le nostre prospettive, le nostre convinzioni, i nostri atteggiamenti e fare spazio in noi per accogliere l’altro. Quante letture, incontri, conferenze per “rimanere aggiornati”, ma soprattutto… la ricerca nella Scrittura e nella preghiera della “verità” sul Matrimonio, del “nostro” matrimonio. Letture, incontri, conferenze non tanto per imparare nozioni da trasmettere ma per acquisire, per quanto possibile, uno stile di vita e un linguaggio: così da cercare di testimoniare la grazia del Sacramento del Matrimonio nonostante i nostri limiti e le nostre fragilità.

Dall’incontro con le giovani coppie spesso si realizza una vera accoglienza reciproca, una sorta di osmosi di conoscenze, di esperienze e di sentimenti: noi li facciamo partecipi del nostro quotidiano, essi ci raccontano le loro scoperte. Sì, lo ammettiamo, da sempre, da che è iniziata la “nostra storia”, oltre che a essere innamorati uno dell’altra, ci siamo innamorati del “Matrimonio”… della sua complessità, delle sue difficoltà ma anche della sua ricchezza e della realtà che più di altre (così crediamo!) ci manifesta l’Amore di Dio.

Ci sono delle parole, dei termini, che non basta una vita per approfondirli, per viverli: parole come accoglienza, dialogo, fedeltà, alleanza, sessualità, vocazione, missione… Parole che in tutti questi anni abbiamo ripetuto a chi veniva a chiedere il Sacramento del Matrimonio, cercando di “spiegarle”, di riempirle di contenuti, ma soprattutto tentando di fare in modo che fossero argomenti, oggetto, di discussione tra loro, problematiche da indagare e approfondire e su cui pregare.

Non sappiamo quali risultati nel tempo… Abbiamo cercato di seminare. L’abbiamo fatto bene? Non lo sappiamo. Solo Lui sa quale è il tempo e la qualità del “raccolto”… Nell’ultima serata del corso che si è concluso ad aprile alla domanda: come vi sono sembrate queste serate? Le risposte sono state tutte positive (evidentemente la buona educazione sovrasta la verità!), quando, però, senti una coppia dire che nonostante la prevenzione iniziale si sono sentiti accolti senza alcun giudizio…, oppure un’altra confida che durante la settimana il loro dialogo andava spontaneamente a riprendere gli spunti che avevamo loro offerto, oppure qualcun’altro dice: si vede la passione con cui vi dedicate a queste serate. E qualcuno altro ha ripreso a partecipare all’Eucarestia.

Probabilmente, con il tempo, queste loro sensazioni si affievoliranno. Ma, i giovani sposi hanno bisogno di essere veramente accolti, abbracciati, sorretti dalla comunità (parrocchiale): hanno appena incominciato un cammino! Chi si mette a disposizione per “seguire” (o accompagnare) i giovani che chiedono il Sacramento del Matrimonio e le giovani coppie di sposi, troverà una fonte di ricchezze e serenità! Chi l’ha già fatto non può che confermarlo!

Luisa Panzera e Gianni Cazzulo

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