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Favor Debitoris – Rosita e i suoi mutui…

Oggi ho parlato con Rosita, una signora peruviana da molti anni nel nostro Paese. Ha un lavoro fisso presso una Rsa, il marito era un bravo muratore in Perù e ha trovato subito lavoro in Italia. Nel 2005 hanno fatto un mutuo per acquistare un bilocale, sono riusciti a pagare le rate fino al 2012, quando il marito è rimasto disoccupato per il fallimento dell’azienda edile dove lavorava. In seguito il marito ha dovuto passare dei periodi in Perù per assistere i genitori gravemente malati. Rosita sostiene di aver chiesto la sospensione del mutuo in attesa di potersi riprendere economicamente e che questa sospensione non le è stata data perché prima doveva chiudere le rate in arretrato. Sostiene che le è stato proposto un nuovo mutuo in sostituzione di quello precedente e che quando è arrivata dal notaio si è trovata a dover firmare un atto diverso da quello di cui avevano parlato in filiale. Sostiene che partendo da un mutuo nel 2005 di 100 mila euro adesso le viene fatta un’esecuzione immobiliare per 120 mila euro. Sostiene che il perito inviato dal tribunale le ha detto che la valutazione della sua casa all’asta non supererà i 70 mila euro e potrà ritenersi fortunata se dalla vendita saranno ricavati 50 mila euro di cui 20 mila saranno costi e quindi, sostiene Rosita, lei resterà con 90 mila euro di debito verso la banca. Come avrà notato chi ci legge, anche se abbiamo consultato alcuni documenti di Rosita, ho utilizzato “sostiene”.

Aiuteremo Rosita nel difendere i suoi diritti e se qualcuno ha sbagliato, o per meglio dire ha approfittato del fatto che lei era un’immigrata che non capiva bene l’italiano, pagherà per quello che ha fatto. Ma l’affermazione di gran lunga più grave di Rosita e sulla quale vorrei che riflettessero le forze politiche, i consiglieri delle fondazioni bancarie, spesso espressione dei poteri locali e delle associazioni benefiche, è un’altra: «Anche mia sorella, che abita in Spagna, nel 2010 è rimasta disoccupata e ha perso la casa che stava acquistando con il mutuo. Perché in Spagna quando mia sorella ha perso la casa messa all’asta è stato cancellato anche il residuo debito e ha potuto ricominciare la sua vita con la speranza di migliorarsi? Io e mio marito resteremo schiacciati tutta la vita da un debito che non potremo mai pagare e per il quale mi stanno già pignorando un quinto dello stipendio. Perché solo in Italia c’è questa crudeltà?».

Prima domanda a forze politiche e consiglieri delle fondazioni bancarie: perché tacciono su queste anomalie che mettono le famiglie italiane nelle mani degli avvoltoi, che non a caso stanno calando sull’Italia da tutto il mondo per acquistare i crediti delle banche italiane? In questa rubrica ho scritto due volte di Sergio, di come il suo coraggio abbia acceso la speranza di centinaia di migliaia di famiglie che rischiano di perdere la casa. Oggi Sergio sul suo sito Facebook lancia un appello per l’abrogazione dell’Articolo 560 cc, che definisce “inutile, ingiusto ed efferato!”. È la norma, rafforzata dagli ultimi governi, con cui per valorizzare la “roba” (le case di famiglia all’asta) si umiliano le persone, in particolare tutti coloro (handicappati, malati, anziani, bambini piccoli) che secondo la follia di chi ha scritto la norma svalorizzano la “roba”. Sono agghiaccianti gli esempi di sloggi (allontanamento con la forza delle famiglie che vivono nelle case sotto esecuzione immobiliare prima ancora che la casa sia venduta) che Sergio ha raccolto soltanto negli ultimi cinque giorni: sloggiata con la forza e un trattamento sanitario obbligatorio Ivana, malata terminale di tumore (suicidatasi dopo sei giorni); sloggiato con la forza un anziano di 89 anni. Era indebitato per 8 mila euro, per la retta di un fratello ricoverato in un Hospice per malati terminali; sloggiata con la forza alle 4 del mattino sfondando la porta con un ariete, una famiglia con quattro minori. Nei prossimi 6-8 mesi saranno sfrattate decine di migliaia di famiglie applicando questo crudele e iniquo articolo.

Seconda domanda a forze politiche e consiglieri delle fondazioni bancarie: perché tacciono su queste ignobili violenze che seminano soltanto altro rancore e violenza nella società italiana?

Per segnalazioni o richieste di aiuto: segreteria.favordebitoris@ gmail.com.

Giovanni Pasotre

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