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Santi e Beati – «Madre Clelia, una vita sull’esempio di Gesù»

«Madre Clelia formava le suore affinché seguissero la carità di Cristo, spingendosi al di là di ogni difficoltà umana». Così, suor Giampaola Voltolini dell’Istituto Apostole del Sacro Cuore di Gesù di via Savonarola ad Alessandria. Le abbiamo chiesto di raccontarci la vita e la testimonianza di Madre Clelia Merloni, fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore, che sabato 3 novembre sarà proclamata Beata a Roma dal cardinale Giovanni Angelo Becciu.

Suor Giampaola, cosa succederà nei prossimi giorni?
«Il 2 novembre andremo a Roma e il giorno dopo, sabato 3, alle 11 assisteremo alla beatificazione di Madre Clelia nella Basilica papale di San Giovanni in Laterano, mentre nel pomeriggio ci sarà la celebrazione di ringraziamento per questo grande evento. La beatificazione è celebrata in tutto l’Istituto, ma in particolare a Roma perché nella cappella della Casa Generalizia è sepolta, e visibile in un’urna trasparente, la salma della Madre».

La diocesi di Alessandria come vivrà questo evento?
«Ad Alessandria venerdì 9 novembre alle 20.30, nella cappella di San Sebastiano in via San Dalmazzo, ci sarà una rappresentazione teatrale di una compagnia di Forlì (città natale di Madre Clelia Merloni, ndr). Nel giorno di San Baudolino, sabato 10 alle 21, ricorderemo la Beata con la celebrazione in Cattedrale. Madre Clelia ha vissuto in città dal 1904 fino al 1916, ma già nel 1899 era stata ad Alessandria per essere poi trasferita a Piacenza. Qui da noi ha trascorso gli anni di formazione e di servizio più fecondi, mettendo a disposizione della comunità il suo ardore apostolico».

Chi è per voi Madre Clelia?
«Per noi è stata madre e maestra: nei suoi scritti ha espresso la profondità del suo carisma e le virtù che le suore devono seguire. Virtù che hanno l’impronta della radicalità evangelica, e si conformano al servizio dei poveri e di tutti coloro che possiamo raggiungere».

Quali sono i frutti che vi ha lasciato?
«Dal 1916 madre Clelia ha vissuto un periodo di esilio, che malgrado tutto è stato molto fervido. In quegli anni l’Istituto si è esteso, soprattutto nelle Americhe. La sua è stata una vita crocifissa sull’esempio di Gesù: contestata, calunniata, abbandonata, tradita e morta sulla croce della sofferenza, è poi “risorta” come il Figlio di Dio».

C’è una data per la glorificazione?
«Nel calendario dei Santi Madre Clelia sarà festeggiata il 20 novembre di ogni anno. Il giorno della morte è il 21 novembre, ma in quel giorno la Chiesa celebra già la “Presentazione della Beata Vergine Maria”».

Parliamo del vostro Istituto.
«In Alessandria siamo una trentina, di cui una buona metà sono suore anziane bisognose di assistenza. L’altra parte della casa è adibita al pensionato per persone bisognose. Nonostante un calo, l’Istituto conta un migliaio di suore nel mondo, con molte vocazioni in Africa, soprattutto nel Benin. Ma anche in Mozambico, Filippine, Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Haiti, Stati Uniti, Irlanda, Albania e Svizzera».

Alessandro Venticinque

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