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Ritorna il corso prematrimoniale

Preparazione ai sacramenti

Anche quest’anno i coniugi Luciano e Lorella Zanon (nella foto), insieme a don Giuseppe Bodrati, cureranno il corso prematrimoniale a San Michele. In questa breve intervista, Luciano ci fornisce qualche informazione in più sull’iniziativa.

Luciano, in che date e dove si svolgerà il corso?

«Ci saranno sei incontri che cominceranno venerdì 29 ottobre e proseguiranno, tutti i venerdì, fino al 3 dicembre. Si terranno in oratorio a San Michele, in via Remotti, seguendo le regole anti-Covid, quindi il controllo della temperatura e del Green pass, essendo al chiuso. L’orario sarà dalle 21.15 alle 22.30. Alcune serate magari richiederanno più attenzione e quindi ci si potrà dilungare fino alle 22.45, anche a seconda del numero di coppie che avremo».

Quali saranno i temi affrontati negli incontri?

«Nella prima serata ci sarà una presentazione delle coppie, che racconteranno la propria esperienza. Anche io e Lorella svolgeremo l’attività insieme ai partecipanti. La seconda serata sarà una riflessione, emotivamente forte, sul valore della persona. Nel terzo appuntamento si rifletterà sul passaggio dal ragionare individuale al ragionare di coppia. Nella quarta serata parleremo di sessualità e relazione. La quinta “puntata” sarà dedicata al tema della paternità e della maternità cristiane. Infine, la sesta sarà dedicata al rito del matrimonio; se potremo, ci fermeremo insieme alle coppie per un brindisi e per mangiare qualcosa in compagnia».

Come ci si iscrive?

«Non c’è un’iscrizione vera e propria. Don Mario Bianchi, don Ivo Piccinini e altri sacerdoti della zona ci mandano le coppie che stanno per sposarsi».

Cosa vi spinge ogni anno a organizzare questo corso?

«Ci spinge il bello di spiegare ai ragazzi la peculiarità del matrimonio cristiano. Teniamo questo corso da tanti anni insieme a don Giuseppe Bodrati, con cui c’è un gran feeling: il nostro obiettivo è far capire che il matrimonio cristiano è qualcosa di diverso dal matrimonio civile. Di solito le coppie hanno più di 30 anni e quindi sono persone mature, all’inizio sono scettiche, ma alla fine del corso sono dispiaciute che sia giunto al termine. Si parla di tutto e ci si ascolta. Si possono fare domande, senza vergogna: è importante il dialogo».

Si aspetta un calo dei matrimoni, e quindi magari anche delle iscrizioni al corso, a causa degli effetti della pandemia?

«Lo scorso anno abbiamo fatto lo stesso il corso a febbraio e c’erano 7/8 coppie. Non credo cambierà niente in realtà rispetto a prima: chi ha intenzione di sposarsi e vuole fare un cammino cristiano si sposerà, anche se sicuramente la pandemia ci ha un po’ bloccati. Vedremo dal primo incontro quante coppie avremo: solo lì, potrò sperimentare se ho ragione».

Marco Lovisolo

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