Giovedì 30 Novembre 2017

Dal Vangelo secondo Giovanni – Gv 16,23b-27
In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.

Commento del vescovo

Anche oggi siamo chiamati a fare una riflessione sull’importanza del nostro pregare per la comunione. Gesù ha delle parole molto forti riguardo all’esaudimento della preghiera di domanda e San Tommaso d’Aquino, commentando il primo versetto del brano di oggi, dice che il Signore pone sette condizioni per l’esaudimento dell’orazione: la prima è che si chiedano beni spirituali; la seconda che sia fatta con perseveranza; la terza che sia fatta con concordia; la quarta che proceda da affetto filiale; la quinta che sia fatta con pietà, cioè con umiltà; la sesta e che si realizzi che si realizzerà a tempo opportuno; la settima è che si chieda per se stessi, poiché non si può violare la libertà di nessuno. Sicuramente noi stiamo chiedendo un bene spirituale fortemente voluto dal Signore. Il Signore non mancherà di realizzarlo nella nostra Chiesa secondo la sua misericordia!

Preghiera

Dio, Padre di misericordia, donaci lo Spirito dell’amore, lo Spirito del tuo Figlio.

Fa’ che la Chiesa Alessandrina si rinnovi nella luce del Vangelo. Rafforza il vincolo dell’unità fra i laici e i presbiteri, fra i presbiteri e il nostro Vescovo Guido, fra i Vescovi e il nostro Papa Francesco; in un mondo lacerato da discordie la tua Chiesa risplenda segno profetico di unità e di pace.

Padre nostro, Ave o Maria, Gloria al Padre

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