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Ma cosa c’è sotto il tappeto della sacrestia?

L’Editoriale di Andrea Antonuccio

Care lettrici, cari lettori,

apriamo il giornale con il professor Renato Balduzzi, che ci introduce ai prossimi Martedì d’Avvento (il primo incontro sarà il 30 novembre). Il titolo mi ha subito incuriosito: “Il futuro tra utopia e catastrofe“. Utopia? Catastrofe? Leggete l’intervista, e capirete… Il Paginone di questa settimana, invece, è dedicato alla Giornata nazionale di preghiera e sensibilizzazione sul tema della tutela dei minori, istituita dalla Cei e fissata per il 18 novembre.

Nell’intervista alla professoressa Mariangela Mazza, responsabile del Servizio tutela dei minori della nostra Diocesi, leggerete come la situazione, in questi ultimi anni, sia profondamente mutata. In meglio, anche grazie alla “tolleranza zero” di papa Francesco. Parlarne non è più una vergogna da nascondere sotto il tappeto di qualche sacrestia. Oggi.

Ma quando ero bambino, un sacerdote provò a molestare in parrocchia un mio compagno di catechismo. Le “avances” non ebbero successo, anche perché di lì a poco arrivò la madre del mio amico per portarlo a casa. Lui, con grande sincerità, raccontò la vicenda ai suoi genitori, che decisero di non dire niente per evitare che lo “scandalo” ricadesse sul figlio. Questo era il clima alla fine degli Anni 70, e sono proprio contento che sia cambiato.

E a chi ancora oggi pensa che chi compie questi abusi in fondo sia solo un “compagno che sbaglia” (ma che non sbaglierà più), ricordo che in Francia, dal 1950 al 2020, sono stati almeno 216.000 i minori abusati sessualmente da un sacerdote o da un religioso. Il numero degli aggressori si è aggirato tra i 2.900 e i 3.200, e contando i laici legati alle istituzioni cattoliche, salirebbe a 330.000. La Chiesa francese rimborserà le vittime vendendo una parte delle proprietà immobiliari in suo possesso. Quando toccherà a noi (e accadrà, vedrete), che cosa venderemo?

Andrea Antonuccio
direttore@lavocealessandrina.it

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