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Un dono prezioso

“Il punto di vista” di Adriana Verardi Savorelli

Ho tra le mani un libretto un po’ sgualcito per il lungo tempo passato tra i tanti oggetti conservati nella mansarda della mia casa. 1955, 1956, 1959: anni della scuola… Come le onde del mare finiscono sulla battigia e le guardo con stupore, così i ricordi arrivano, si fermano e sono rapita come se il tempo non fosse mai trascorso. Ieri diventa oggi! Pagina dopo pagina, commozione e gioia! È il tempo dell’amore giovanile che è amicizia, partecipazione, solidarietà, condivisione, stima. Semplici dediche di amiche rivolte a me accompagnate da disegni fantasiosi e creativi.

«A te, con volto arcano vien l’Angelo soave, ti porta il mio ricordo e ti dice: buon avvenire!». Chi ha scritto questo messaggio non c’è più, ma io rivedo gli anni trascorsi insieme mentre felici giochiamo nel cortile di casa, magari qualche volta disobbedienti ai richiami delle nostre mamme: «È ora di fare i compiti, basta giocare!». «Maestra non sono, ma tre parole le so: non ti dimenticherò.

La tua compagna di scuola» con il disegno di una ragazzina dalle bionde trecce che dalla finestra della sua casa affida il messaggio per me ad un colombo viaggiatore. «Pittrice non sono, ma per te, cara Adriana, alla pittura mi son data»: un’amica mi offre due bei fiori colorati e un bocciolo. Ancora abbondanza di fiori… «Se il ricordo è delle anime buone, perché dirti di ricordarmi?». Quanta tenerezza nel guardare la bimba con le guance paffute rosee mentre con martello e chiodo scolpisce due cuori sul tronco dell’albero della vita! «Quando volterai queste pagine di me ti ricorderai!». E chi può dimenticare il tuo affetto mia cara!

«Le acque di questo torrente superano ogni ostacolo nel loro cammino. Altrettanto sia per te nel cammino della vita»: acqua sorgiva che dal monte scende pura fino a valle, un magnifico augurio! Guardo l’immagine di farfalle che volano e poi si posano delicatamente sui fiori. Tanta bellezza! E ora sorrido, con un po’ di rimpianto, per le parole della mia insegnante di lettere perché l’ho fatta “tribolare” riguardo alla storia, materia a me non tanto gradita…

Infine: «Va’, cara Adriana, verso la vita con animo sereno e passo sicuro. E abbi fiducia nel domani, perché la Provvidenza è infinita. La vita è lieta se darai gioia anche alle piccole e semplici cose intorno a te. La vita è bella se ogni giorno potrai renderla feconda con il tuo lavoro. La vita è buona se ogni giorno riuscirai a compiere qualcosa per chi piange e soffre. La vita è santa se la riscalderai con la carità dell’amore e l’illuminerai nel nome del Signore. Queste parole ti siano motto e guida: ecco l’esortazione e l’augurio che ti faccio». Questa insegnante mi lascia il suo messaggio come un testamento. Grazie a tutte, care amiche! Il vostro cuore e il mio sono uniti in un legame indissolubile.

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