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Miscotto: dolci e torte oltre la crisi

Giulia Alessio è un architetto specializzato in sistemi territoriali per l’ambiente e ha lavorato per 15 anni in uno studio di informatica. Tre anni fa l’azienda chiude e lei viene licenziata. Giulia non si perde d’animo e si “reinventa” aprendo una sua attività.

Giulia, che lavoro fa?

«Faccio la pasticciera! Ho attrezzato un laboratorio a casa mia e ho aperto un sito in cui si può vedere tutto quello che faccio: miscotto.it».

Quindi si è reinventata…

«Sì, perché a 50 anni è difficile reinserirsi nel mondo del lavoro, per me è stato impossibile. Avrei dovuto cambiare città, ma con una famiglia è impensabile».

Ha avuto timore?

«Ho pensato a diverse cose. Ci ho sempre creduto perché mi piaceva ma c’era e c’è ancora adesso la paura di non riuscire. La strada è ancora lunga perché io la clientela me la faccio conoscendo le persone e sulla fiducia. Mi rendo conto che oggi fidarsi di qualcuno è difficile…»

La sua famiglia era d’accordo?

«Loro sapevano che io avevo quest’idea perché ho sempre detto: “Se dovessi un giorno perdere il lavoro provo a fare la pasticciera”. Sono quelle cose che si dicono… Quando però il lavoro l’ho perso davvero la decisione l’ho presa e ho investito la mia liquidazione. Sono una persona con le idee chiare».

Perché proprio la pasticciera?

«Perché il mio interesse per la decorazione negli anni si è avvicinato alla pasticceria. Ho iniziato per diletto seguendo anche corsi. Nel momento in cui ho perso il lavoro ho scoperto che la normativa nazionale dava la possibilità di aprire attività come laboratori di pasticceria in casa. Mi sono informata, ho seguito tutta la trafila burocratica con la Asl e l’Ascom e nel marzo 2014 ho aperto il laboratorio».

Come si allestisce un laboratorio in casa?

«La normativa nazionale chiede un’area della casa dedicata esclusivamente a un laboratorio: ho una cucina, un magazzino, un bagno e un ripostiglio prettamente dedicati a questa attività».

Lavora da sola?

«Per ora si perché sono ancora all’inizio».

Ha una qualifica particolare?

«No, ma ho fatto corsi con pasticcieri e ho il diploma dell’Hccpp richiesto dalla normativa utile per il trattamento degli alimenti, quindi dall’acquisto alla conservazione, fino alla manipolazione e alla vendita».

Produce altri prodotti?

«Sì, produco marmellate utilizzando solo frutta e zucchero, nessun addensante né gelificante. Perciò ho anche tutta la normativa che ho dovuto presentare all’Asl e all’Ascom riguardo la denominazione tecnica su quello che faccio quando realizzo un prodotto».

Quali sono le sue peculiarità?

«Produco tutto su ordinazione, nulla è standard. Anche le ricette sono sempre diverse, le modifico continuamente. La richiesta del cliente è quella di avere un prodotto personalizzato al 100%».

In futuro vorrebbe aprire un negozio?

«Penso che aprire un negozio non mi permetterà più di fare cose di élite, in più sei obbligato ad avere del personale e hai molte più spese. So anche che ci sono dei pasticcieri rinomati che oggi hanno deciso di chiudere la pasticceria perché costa troppo». Aspetti positivi del suo lavoro? «Gestisco tutto in modo indipendente, riesco a dedicarmi alla famiglia e in più, non avendo alcun vincolo con il cliente, se non la data di consegna, riesco a dare libero sfogo alla mia fantasia creando continuamente prodotti nuovi e diversi». Aspetti negativi? «Non avere un’entrata fi ssa tutti i mesi». Cosa consiglia a chi perde il lavoro e non sa come fare? «Suggerisco di reinventarsi e proporsi. Se si ha un progetto in cui si crede è importante non mollare!».

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