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La testa e la pancia – A proposito del progetto giovani

Quando il presidentissimo dell’Alessandria, Luca Di Masi, l’estate scorsa annunciò una netta inversione di tendenza comunicando che in riva al Tanaro non si sarebbero più visti campioni del calibro di Pablo Andrés González ma che sarebbe stata impostata una politica verde, molti, tra cui sottoscritto, nutrirono più d’una perplessità, specie quando ci fu la pessima avvisaglia della decisione dell’ottimo allenatore dello scorso campionato Michele Marcolini di non sposare siffatto progetto e di preferire la ricerca della fortuna presso altri lidi. L’andamento del campionato, dall’inizio fino a tre partite fa, con un ritmo gara dell’Alessandria da ultimissime posizioni di classifica, un gioco inesistente e una delusione crescente del pubblico che si era illuso dopo la prima positiva vittoria contro i babies della Juventus, aveva indotto pressoché tutti a rivedere le proprie idee circa un progetto che già, comunque, non aveva convinto praticamente nessuno.

Poi, dopo le prime, sempre meno mal celate, contestazioni nei confronti dell’allenatore D’Agostino, giunse la decisione di puntare su un mister certamente esperto, ma non poi così tanto, né particolarmente vincente, quale Alberto Colombo: ed ecco l’inaspettata metamorfosi! Sia ben chiaro, l’Alessandra dei giovani-campioni non si è certo trasformata di botto in una formazione fenomeno ma il fatto di essere riuscita a disputare le ultime tre partite, alcune delle quali non così semplici, senza perdere nemmeno una volta e di essersi anzi tolta la soddisfazione della prima vittoria casalinga dopo più di sei mesi dall’inizio del campionato è già stato un importante traguardo. E poi c’è di più, già, perché il carattere dimostrato a Carrara quando, nella tana della formazione col miglior attacco del campionato, i Grigi sono riusciti a rimontare un goal di svantaggio e a difendere orgogliosamente il pareggio fino alla fine con una squadra alla quale mancavano alcuni titolari, è stato un segnale ancora più importante, quello di uno spirito di collettivo, di un’unità e di una voglia di lottare che sembravano totalmente inesistenti fino a
solo a poche settimane fa. Ciò significa che l’Alessandria è pronta ad affrontare un radioso finale di stagione?

Questo è certamente più arduo da sostenersi, specie in vista di un test particolarmente probante quale quello di sabato prossimo con i liguri della Virtus Entella, incontrastati leaders del campionato, ma certamente questo gruppo sta cominciando a vivere la competizione sotto una diversa prospettiva: quella di un team che non corre più rischi retrocessione, forse anche sulla scorta delle disgrazie altrui, e che ha dimostrato di potersela giocare alla pari con squadre di ben maggiore levatura. Adesso sarebbe forse opportuno recuperare un po’ di pubblico allo stadio e poi, il futuro sarà tutto da inventare…

Silvio Bolloli

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