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“Palestra aperta” a Insieme al traguardo

Valenza

Intervista a Fabio Toso, presidente di una delle associazioni che hanno partecipato all’evento

Domenica scorsa l’oratorio “don Luigi Frascarolo” della parrocchia Santa Maria Maggiore di Valenza è stato “invaso” da 340 persone: tantissimi “ragazzi” diversamente abili accompagnati dai volontari e dagli educatori delle associazioni di cui fanno parte e, pronti ad accoglierli, i volontari delle realtà valenzane. Per scoprire il punto di vista dei partecipanti alla 16a edizione di questa grande festa, abbiamo intervistato Fabio Toso, presidente di “Palestra aperta”, associazione di Tortona, iscritta al Csi – Centro sportivo italiano e al Coni.

Palestra aperta: qual è la vostra esperienza?
«Palestra aperta nasce alla fine degli Anni 80 con la volontà di proporre attività ludico-sportive alle persone diversamente abili. Negli anni siamo giunti a coinvolgere i ragazzi di tre centri dell’area tortonese: il Paolo VI di Casalnoceto, il San Carlo di Castelnuovo Scrivia e la cooperativa Interactive di Sant’Agata Fossili. Oggi, purtroppo, i nostri incontri si limitano a un’ora alla settimana. Ci troviamo nella palestra comunale di Tortona di via Cavour dove i “ragazzi” possono scegliere tra il corso di ballo con maestri professionisti o giocare a basket e pallavolo, a cui affianchiamo attività libere e… quattro chiacchiere tra amici. Vogliamo proporre ai ragazzi un’ora di completa libertà dato che vivono una scansione molto strutturata nei centri. Durante l’anno viviamo anche cene a tema e attività fuori porta tra cui anche “Insieme al traguardo”. Negli anni abbiamo partecipato anche a “La Grande Sfida” di Verona, da cui nasce la manifestazione di Valenza. Ultimamente viviamo un po’ di difficoltà per un continuo ricambio di volontari ma gli iscritti si aggirano sempre sulla cinquantina».

Da quanti anni partecipate a Insieme al Traguardo? Cosa vi spinge a tornare?
«Potremmo dire che partecipiamo da sempre! Nel 2004 siamo stati invitati alla prima edizione come “osservatori”. Dal 2005 lo abbiamo proposto ai “ragazzi” e da allora non abbiamo saltato alcuna edizione. Insieme al traguardo è un appuntamento importante per noi: già a fine maggio ci chiedono quando sarà! Durante la giornata loro (gli utenti dell’associazione, ndr) sono entusiasti e ogni momento viene vissuto con una gioia senza pari. Nel bilancio dell’anno, l’evento è una tappa fondamentale, anche a livello di slancio motivazionale».

Quest’anno la vostra squadra ha vinto i giochi del pomeriggio: cosa vuol dire per voi?
«In questi anni non abbiamo mai badato troppo alla classifica. Noi non ce lo aspettavamo ma i ragazzi, una volta annunciato il primo posto, erano felicissimi! Potremmo dire che è stata la ciliegina sulla torta di una giornata ideale».

Se voi avete vinto, gli altri hanno perso?
«Assolutamente no! I ragazzi si approcciano alla giornata con la voglia di stare insieme e di divertirsi. Lo spirito di rivalsa non esiste nemmeno! Alla fine, si vince tutti!».

Cosa hai imparato in questi anni?
«Per noi educatori e volontari, questa giornata insieme è un’isola felice. È un continuo scambio, un piacere dall’inizio alla fine. Si è tutti in una sorta di “porto franco” in cui la serenità regna sovrana. Anche noi educatori ci caliamo in una situazione che ci arricchisce. Non dico che aspetto questa giornata tanto quanto certi ragazzi, ma ci manca poco!». È un momento di confronto anche con le altre associazioni? «Sì, un po’ lo è. Sarebbe bello se ci fosse uno scambio maggiore, ma non saprei come declinarlo. È comunque un’occasione per imparare da come si muovono gli altri».

C’è qualcosa che vorresti aggiungere?
«Queste cose nascono dai sogni di qualcuno: vorrei ringraziare di cuore Piero Piccioni e i suoi collaboratori che hanno avuto questa visione. Con i sogni è così: anche quando pare impossibile, c’è qualcosa che li rende possibili».

Giorgio Ferrazzi

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