Home / Alessandria / Sport / Grigi / I solisti ci sono…
Clicca e abbonati

I solisti ci sono…

“La testa e la pancia” di Silvio Bolloli

La notizia del giorno è che il mercato dell’Alessandria calcio è concluso e i commentatori locali – pressoché unanimemente – lo hanno definito di alta qualità. Già, perché l’Alessandria, oltre ad aver notevolmente rinfoltito la rosa con una serie di ingaggi in pratica in ogni ruolo, dalla porta all’attacco senza trascurare il pacchetto difensivo e il centrocampo, ha puntato su elementi di qualità o per l’importante blasone (su tutti Rubin, numerose stagioni di Serie A alle spalle) ovvero per la provenienza (cioè a dire il vivaio di importanti società del Campionato italiano di massima divisione).

È ben vero che, a differenza di stagioni passate, non c’è il Nome per eccellenza (come al tempo potevano essere quelli di Gonzalez e di Iocolano) ma è altrettanto vero che gli spettri di quel famigerato progetto giovani che, in realtà, mai era realmente esistito (essendosi basato su semisconosciuti giovanotti destinati ad un luminoso avvenire che, concretamente, non c’è poi stato) sono stati a loro volta rimossi. Così, la squadra di quest’anno non ha forse autentici fuoriclasse ma può contare su veri professionisti avvezzi a calcare i campi di maggior categoria o, alla peggio, molto esperti della Serie C (come uno degli ultimi arrivati, Frediani), ovvero al limite, elementi che, come è il caso di Bellodi, hanno potuto allenarsi a fianco di gente del calibro di Zlatan Ibrahimović.

In questa formazione probabilmente scevra di prime donne ma fatta di uomini di calcio, il compito di armonizzare l’orchestra e renderla capace di produrre ineguagliabili sinfonie spetterà dunque al nostro caro Angelo, mi riferisco all’allenatore Gregucci, uno che il grigio ce l’ha nel sangue. Sulle prospettive preferirei, in tutta onestà, non sbilanciarmi troppo anche perché l’esperienza di quasi venticinque anni al seguito dell’Alessandria Calcio mi ha insegnato che è sempre il campo ad avere l’ultima parola e che, spesso e volentieri, i pronostici vengono sovvertiti (talora fortunatamente): tuttavia, queste primissime uscite, ivi inclusa l’eliminazione dalla Coppa Italia di categoria per mano del Cosenza, qualche indicazione preziosa l’hanno fornita.

La principale è che la qualità dei giocatori sicuramente c’è ma è altrettanto indubbio che qualche cosa debba migliorare sia dal punto di vista del carattere che in termini di gestione mentale della partita.
Ad ogni buon conto, né la sconfitta di Coppa Italia né la rotonda vittoria contro l’Olbia debbono essere prese troppo sul serio quale cartina di tornasole del valore della squadra: per adesso lasciamo la parola al campo nell’attesa che, già nelle prossime settimane, un primo responso possa concretamente materializzarsi.

Check Also

Quando finisce un amore (che talvolta resiste)

“La testa e la pancia” di Silvio Bolloli Nel calcio sono diverse le ragioni che …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: