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Nel conflitto tesori sacri da salvare

Guerra in Ucraina

Sotto gli attacchi missilistici e i bombardamenti, parte la corsa contro il tempo per mettere in salvo i tesori sacri e artistici in terra ucraina. Hanno fatto il giro del mondo immagini e video della statua del Cristo Salvatore della cattedrale armena di Leopoli, che è stata trasferita in un bunker. Il crocifisso, di epoca medioevale, non veniva spostato dalla Seconda guerra mondiale. La statua è stata avvolta con strati di tessuti diversi, come stoffa ignifuga e lana di vetro, per garantire che sia protetta. Anche le statue della piazza del mercato, nel cuore della città, sono state “impacchettate” per salvarle da eventuali onde d’urto.

Anche nella capitale, Kiev, molti volontari e Ong sono al lavoro per proteggere statue, monumenti e vetrate delle chiese. Tra queste anche la Cattedrale di Santa Sofia e il suo complesso monastico. Anche qui, le statue vengono protette con spugna e plastica per cercare di ripararle da eventuali bombardamenti. Il territorio ucraino conta un patrimonio culturale inestimabile, con ben sette siti Unesco. Proprio per evitare la distruzioni dei beni culturali è intervenuto il “Blue Shield“, il Comitato nato all’interno della Convenzione dell’Aia del 1954. Nello specifico, si tratta di munire di un contrassegno questi monumenti per renderli identificabili ed evitare che vengano distrutti. La guerra colpisce anche l’arte, la cultura e la religione: ovvero il cuore e la tradizione di un intero Paese.

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